Motore virtuoso grottesco punirlo

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14 Marzo Mar 2018 14 marzo 2018

di Franco Battaglia*

Il diesel è un ottimo motore: dura più a lungo e usa un carburante che, essendo meno raffinato, è più economico, ed è anche molto meno volatile, cosicché è più sicuro della benzina quanto al rischio d'incendi. L'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc) ha inserito le emissioni da esso in classe 1: sono cancerogene. È questa una ragione sufficiente per bandire le auto con motori diesel? Certo che no! Bisognerebbe comprendere come funzionano tante cose: la Iarc, le classificazioni della Iarc, le procedure per stabilire le valutazioni di un rischio, come leggere codeste valutazioni. Insomma, il discorso si fa lungo. In ordine a come funziona la Iarc, dico solo che essa è un'agenzia seria e rispettabile. Quanto alle classificazioni, è bene sapere che, in omaggio al metodo scientifico, mai e poi mai la Iarc dirà che un agente non è cancerogeno: anche se mille studi hanno escluso la cancerogenicità, non è detto che lo studio millesimo primo non sconfessi i precedenti. Allora, viene dichiarato probabilmente non cancerogeno (e messo in classe 3) un agente per il quale tutti gli studi finora eseguiti hanno escluso la cancerogenicità. Peraltro, degli oltre mille agenti studiati, solo uno è stato inserito in classe 3: uno solo! Tutti gli altri sono cancerogeni o possibili (classe 2B) o probabili (classe 2A) o accertati (classe 1).

Bisogna poi essere consapevoli che, una volta che la classificazione è stata fatta, essa non dà alcuna prescrizione sui comportamenti da adottare, come la stessa Iarc avverte, ma dà solo vaghe indicazioni. Infatti, per esempio, tra i circa 100 agenti cancerogeni accertati, vi sono: vino, borotalco, stoccafisso e baccalà, esposizione al sole, pillola anticoncezionale, lavoro del falegname e, naturalmente, le emissioni dai motori diesel. Inconsistenza tra le dichiarazioni della Iarc e il mondo reale? Certo che no. Innanzitutto, ciò che rende un agente dannoso è la dose. E se a dosi sufficientemente elevate un agente induce con certezza tumori, la Iarc lo inserisce in classe 1. Ma la semplice esposizione a quell'agente può benissimo non avere alcuna conseguenza e, anzi, può addirittura avere effetti benefici, come accade per vino e sole, sopra citati: la circostanza si chiama effetto ormetico. Perfino la famigerata diossina, ci crediate o no, in piccole dosi conferisce maggiore protezione dal tumore al fegato. Quanto all'esempio del mestiere di falegname, è vero che le polveri di legno, inspirate in modo continuato, possono indurre tumori alle vie aeree superiori, ma l'orientamento dell'umanità non è smettere di fabbricare mobili, bensì proteggere i lavoratori con apposite mascherine.

Le emissioni dei motori diesel sono state dalla Iarc inserite in classe 1 in risposta a studi che 1) erano stati condotti su popolazioni intensamente esposte alle emissioni di quei motori, tipo 100 microgrammi per metrocubo di carbonio elementare, contro i livelli cui tutti noi siamo esposti che è di 2 microg/mc, e 2) effettuati in tempi antecedenti agli avanzamenti tecnologici che, grazie a filtri e catalizzatori, stanno producendo auto diesel che inquinano tanto quanto quelle a benzina, come la stessa Iarc documenta. Appare quanto mai curioso, o forse stravagante se non addirittura grottesco che, una volta individuato un problema e aver investito energie e denaro per risolverlo con successo, si debba agire come se il problema fosse rimasto insoluto. Tale appare la pretesa di voler bandire la fabbricazione di motori che, se una volta forse inquinavano, oggi sono puliti.

*Docente di chimica fisica, Università di Modena

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