Salvini e il rebus del governo "M5s? Bene tutti tranne il Pd"

Salvini e il rebus del governo M5s? Bene tutti tranne il Pd
14 Marzo Mar 2018 14 marzo 2018

Il leader del Carroccio pronto ad alleanze per una maggioranza solida, ma senza stravolgere i suoi piani

"Nessuno stravolgimento", su questo non c'è alcun cambiamento nella parole di Matteo Salvini, che oggi è tornato a parlare alla stampa estera, alla sede romana, chiarendo di essere al lavoro "per dare un governo al Paese", uno "che parta dal programma del centrodestra". Accettando sì "contributi e proposte", ma senza spostarsi troppo da alcuni punti cardine.

Non il Partito democratico, dunque. Ma al di là del centrodestra "tutto è possibile, sostiene il leader della Lega, posto che l'obiettivo è "una solida maggioranza politica". Non dunque un'ipotesi messa insieme "recuperando questo o quel transfuga. Stiamo lavorando a un programma da offrire al Parlamento e a tutti gli altri. Non ho la smania di fare il presidente del Consiglio a tutti i costi: farò tutto quello che è umanamente e democraticamente possibile per rispettare il mandato degli elettori. Non sono disponibile a partecipare a un governo a ogni costo per fare il ministro per qualche mese".

"Sui nomi e sui ruoli non ci sono pregiudizi di partenza. Mi interessa il progetto: se c’è condivisione di progetto ragioniamo, non mi interessa chi vince. Abbiamo un programma e chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse, a rendere l’Italia più federale e meno burocratica. Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto siamo ben contenti di accoglierli".

Quello che vuole Salvini è far scendere il debito pubblico, con un programma economico che vuole arrivare dal 131% al 119% in un periodo che da quest'anno va al 2022. Accanto a questo punto anche un incremento reale del Pil dall'1,5% al 2,5%.

"Leggo che qualche commissario europeo dice che non bisogna cambiare la politica migratoria, ma ovviamente la politica sull'immigrazione cambierà - aggiunge -: l'Italia non può essere un campo profughi, l'Europa men che meno".

Per tradurre in proposte il taglio delle tasse, Salvini assicura che il centrodestra sta "già lavorando ad un nostro abbozzo di manovra economica", che prenderà la forma del Def e che "la flat tax verrebbe avviata grazie ad una pace fiscale tra cittadini ed Equitalia".

Ma soprattutto chiede che la decisione sul futuro dell'Italia arriva da Roma, "evitando che qualcuno a Bruxelles, o meglio Berlino, abbia già preparato le nostre politiche economiche per i prossimi 7 anni".

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