Sequestrata la solidarietà di Corriere e La7

Sequestrata la solidarietà di Corriere e La7
14 Marzo Mar 2018 14 marzo 2018

Sigilli al centro polivalente di Norcia. Assurda la motivazione: non è temporaneo

Roma - Ci risiamo. La magistratura umbra impone un altro colpo alla ricostruzione di Norcia. Stavolta la mannaia della magistratura si è abbattuta sul centro polivalente 4.0 di Norcia. Si tratta di una struttura progettata dall'archistar Stefano Boeri e realizzata grazie alla raccolta fondi organizzata da Corriere della Sera e TgLa7. La Procura di Spoleto ha ordinato il sequestro dell'edificio in cemento e vetro che era già in funzione e aveva ospitato diverse iniziative nella cittadina umbra devastata dalla sequenza di terremoti che hanno tormentato il Centro Italia dall'agosto 2016 fino all'inizio del 2017.

Sono passati appena due mesi da quando a finire sotto sequestro è stata un'altra struttura a servizio della comunità di Norcia, la cosiddetta Casa Ancarano. E anche stavolta non mancheranno le polemiche. Anche perché le due inchieste si muovono lungo un unico filo rosso: gli inquirenti contestano la non temporaneità dell'edificio. Questione di cavilli ma non neutrali: perché se le strutture fossero permanenti avrebbero dovuto seguire iter autorizzativi più lunghi. Forse così si sarebbe evitato l'interessamento della Procura, ma Norcia, che dopo le ultime scosse si è ritrovata ridotta a cumuli di macerie e senza luoghi di aggregazione, avrebbe dovuto aspettare molto più a lungo per servizi necessari a evitare la fuga dei cittadini dal paese. Il busillis risiede anche nei materiali usati per la costruzione. Per i magistrati, la presenza di parti in cemento fa a pugni con la natura temporanea. Alla luce di questa premessa, si capisce meglio la frase con cui Paola De Micheli, la commissaria di governo per l'emergenza terremoto, ha espresso «a nome del Governo la fiducia nei confronti di coloro che lavorano alla ricostruzione in emergenza all'indomani del sisma che ha colpito l'Italia Centrale». «È utile -specifica la sottosegretaria De Micheli - ricordarne anzitutto la natura temporanea e non precaria della struttura». Ed ecco l'inghippo, quasi un gioco di parole tra «precario», come sarebbe ad esempio una struttura in legno, e «temporaneo». Un intreccio che, nel mosaico bizantino delle norme italiane, fornisce sponde all'azione di una procura che a quanto pare vuole assumere un ruolo da protagonista.

A farne le spese innanzitutto la comunità di Norcia. Ma anche le persone che si sono ritrovate con un avviso di garanzia. Il secondo per il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, dopo il precedente sequestro, e il primo per l'architetto di fama internazionale Stefano Boeri.

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