E tu dormi bene?

E tu dormi bene?
16 Marzo Mar 2018 16 marzo 2018

Oggi è la giornata mondiale del sonno: 10 domande per capire come riposiamo

In Italia circa 13 milioni di persone soffrono di disturbi del sonno: insonnia, apnee notturne, sindrome delle gambe senza riposo, disturbo comportamentale del sonno rem e narcolessia. Si tratta di vere e proprie patologie, che determinano enormi problemi nella sfera sociale e lavorativa. Ma che ancora oggi sono poco diagnosticate. Il 60% dei soggetti colpiti non ha mai consultato un medico per cercare di guarire. A soffrire di più, secondo le più recenti ricerche scientifiche, sono gli uomini. Il 50% della popolazione maschile sarebbe infatti esposta a questi disturbi, contro il 24% di quella femminile. Con l'avvicinarsi della primavera, e il passaggio all'ora legale, la situazione peggiora. Per questo oggi viene celebrata la Giornata mondiale del sonno, organizzata ogni anno dalla World sleep society. Questa volta il tema scelto è «Join the sleep world, preserve the rhythms to enjoy life», un appello a rispettare i ritmi circadiani per migliorare la qualità della vita. E quindi del riposo notturno. Ma cosa provoca questi problemi? Da una parte ci sarebbero ansia, preoccupazioni, sbalzi di umore o disturbi respiratori. Ma incidono anche fattori ereditari. Come si fa a capire se la qualità del sonno è sufficiente? Basta rispondere alle domande di un questionario messo a punto dalle cliniche da specialisti delle cliniche Maugeri, e pubblicato sulla rivista scientifica Plose. Un'arma in più per prevenire e curare questi problemi.

Non posso evitare di pensare a cose spiacevoli?

Non posso fare a meno di pensare a cose spiacevoli? Un primo campanello d'allarme è la tendenza a concentrarsi su situazioni negative, senza riuscire a liberarsene. Secondo gli esperti, questa condizione mentale genera ansia e di conseguenza può compromettere la qualità del sonno. Ecco perché, secondo gli specialisti che hanno redatto il questionario, la prima cosa da chiedersi, se si tende a dormire male, è proprio questa. Se la risposta è sì, e questa condizione è frequente, occorre intervenire tempestivamente prima che l'insonnia diventi patologica e possa mettere a rischio sia i rapporti sociali sia quelli professionali.

Mi sveglio spesso e riaddormentarmi è molto difficile?

Fondamentale è capire se questo avviene e, soprattutto, con quale frequenza. Se la risposta è «mai» oppure «qualche volta» non c'è da preoccuparsi, perché può capitare di essere preoccupati e perdere qualche ora di risposo. Se invece la risposta è «sempre», allora vuol dire che il disturbo del sonno è diventato patologico. Una condizione preoccupante: bastano infatti solo cinque giorni consecutivi di insonnia per causare danni al cervello, come dimostra uno studio dell'University of Wisconsin-Madison e dell'università delle Marche.

Mi accade sovente di essere colpito da disturbi fisici?

Se succede spesso di sentire il cuore battere improvvisamente fortissimo, di provare sudorazione, tremori, mal di stomaco o mancanza di respiro occorre fare attenzione. Perché è probabile che questi siano campanelli di allarme di un disturbo più profondo, che riguarda il sonno notturno. In alcuni casi è possibile che durante la notte si sia esposti ad attacchi di panico. Che provocano, al risveglio, ansia, tachicardia, dolore al petto, vertigini e sensazione di svenimento. In questo caso i problemi legati al riposo sono associati a una forte ansia.

Mi sento stressato da problemi di casa o di lavoro?

La qualità della vita quotidiana ha naturalmente un fortissimo impatto sul riposo notturno. Se la risposta a questa domanda è mai o qualche volta la situazione è fisiologica e un po' di insonnia non deve far preoccupare. Se invece si tratta di una condizione frequente allora bisogna intervenire e rivolgersi a uno specialista, perché l'ansia accumulata fra lavoro e vita familiare potrebbe seriamente mettere a repentaglio la qualità del sonno e innescare quindi una spirale molto negativa, difficile da risolvere.

Sono preoccupato che qualcosa possa accadere?

Mi sento in ansia, come se stesse per succedere qualcosa? Chi prova preoccupazione per il futuro e vive una notte all'erta, come se da un momento all'altro dovesse accadere qualcosa di spiacevole, quasi sempre soffre di insonnia o di qualche altro disturbo legato al sonno. Queste sensazioni sono legate a forti stati di ansia. Se si presentano in modo frequente bisogna intervenire, cercando prima di tutto di risolvere il problema principale, e cioè lo stress. Perché l'insonnia prolungata potrebbe causare affaticamento, bassa energia, difficoltà di concentrazione, disturbi dell'umore e prestazioni ridotte nel lavoro o a scuola.

Capita di piangere senza che ci sia un reale motivo?

Questa condizione, se ripetuta, potrebbe essere il campanello d'allarme di forti stati di ansia o, nei casi peggiori, di uno stato depressivo. Moltissimi studi scientifici hanno infatti provato il legame diretto fra depressione e disturbi del sonno. La patologia psichiatrica può addirittura causare insonnia cronica, che si verifica quando il sonno interrotto si verifica almeno tre notti a settimana e dura almeno tre mesi. Fra le persone colpite da depressione, circa il 15% tende a dormire più del necessario. Un altro 80%, invece, incontra grandi difficoltà ad addormentarsi o a dormire senza interruzioni.

Non voglio fare le cose che prima mi piacevano?

Anche questa domanda è fondamentale per capire se si sia a rischio di depressione o di gravi disturbi del sonno. In entrambi i casi, una delle conseguenze immediate è infatti la mancanza di interesse verso le attività quotidiane e la scarsa energia durante il giorno. Perdere ore di riposo per molti giorni consecutivi indebolisce il fisico e la mente, rende irritabili e causa repentini sbalzi di umore. Se queste condizioni si verificano frequentemente è necessario intervenire il prima possibile per tornare a dormire correttamente.

Mi trovo a essere ogni giorno teso e irritabile?

Mi sento sempre teso e irritabile? Ecco un altro inequivocabile campanello d'allarme di una qualità del sonno insufficiente. Se la risposta a questa domanda è «spesso», è possibile che l'insonnia sia patologica. E che i livelli di stress raggiunti dall'organismo siano diventati troppo elevati. In questo caso la situazione potrebbe peggiorare perché è più probabile l'insorgenza di infezioni e altre malattie, dal momento che si verifica un indebolimento generale del sistema immunitario. Ecco perché rispondere a questa domanda può essere importante per intervenire prima che sia troppo tardi.

Mi alzo al mattino con un forte male alla testa?

Ecco un altro sintomo dei disturbi del sonno. Un frequente mal di testa, che si manifesta al risveglio e che accompagna la persona colpita per buona parte della giornata. Studi scientifici hanno dimostrato il legame fra cefalee e problemi legati al riposo notturno. Chi soffre di mal di testa ha un rischio maggiore - dalle due alle otto volte di avere disordini del sonno rispetto a chi non ne soffre. Man mano che gli attacchi di cefalea diventano più frequenti e intensi aumentano i problemi relativi al sonno, e il riposo viene alterato con un inevitabile peggioramento della cefalea stessa.

Faccio molta fatica a concentrarmi durante il giorno?

Chi soffre di disturbi del sonno in modo cronico ha una minore capacità di concentrarsi e di svolgere in modo efficiente le attività quotidiane. Se la risposta a questa domanda è «sempre» bisogna intervenire prima che l'insonnia diventi patologica. Il mancato risposo provoca molti problemi durante il giorno: preoccupazioni, stanchezza, malessere associato a una maggiore irritabilità, diminuzione della capacità di concentrazione con peggioramento nel rendimento sociale e lavorativo e sintomi fisici, quali mal di testa, fomicolii, stati tensivi e sintomi gastrointestinali.

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