Via Cavezzali, blitz all'alba dentro il fortino della droga

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6 Aprile Apr 2018 06 aprile 2018

Sgomberato l'ex albergo all'angolo con via Padova Trasferiti in questura ben 71 immigrati irregolari

Paola Fucilieri

Seicento poliziotti ieri all'alba hanno iniziato a spianare la strada alla legalità in uno dei «fortini» più degradati di Milano, l'ex albergo Jolly Inn di via Cavezzali 11, all'incrocio con via Padova. Proprio in questo vecchio stabile occupato - 180 appartamenti negli anni al centro di infiniti appelli di politici e comitati - sono accaduti tanti fatti, la stragrande maggioranza decisamente negativi. Soprattutto per quella gente perbene (tanta) che abita in zona, costretta a subire troppo spesso e silenziosamente gli effetti del racket delle occupazioni abusive, fianco a fianco con persone decise a vivere anche in dieci metri quadrati, nell'illegalità e nell'insicurezza.

Al termine dello sgombero in questura sono finiti 71 immigrati, molti dei quali irregolari (in 47 restano ancora a disposizione dell'ufficio immigrazione). Le persone controllate sul posto sono state ben 202 e 43 sono state indagate in stato di libertà. Novantotto, infine, gli appartamenti occupati abusivamente, liberati, messi in sicurezza (eliminando le bombole di gas e impianti elettrici abusivi), quindi restituiti alla proprietà.

L'assessorato alla Sicurezza di Palazzo Marino si è occupato invece dei 9 minori che abitavano nell'ex albergo, offrendo alle loro famiglie l'ospitalità nelle strutture comunali: due nuclei con quattro figli hanno accettato, mentre altre due famiglie con due bimbi, in regola con l'affitto e quindi «titolati» a restare, sono rientrate nel loro appartamento; infine altri tre nuclei hanno deciso di allontanarsi e di provvedere in maniera autonoma alla loro sistemazione.

«Sono un centinaio gli appartamenti che saranno restituiti ai proprietari reali o agli aventi diritto» ha spiegato nel primo pomeriggio a Palazzo Diotti il questore Marcello Cardona, assicurando che tutti gli irregolari con gravi precedenti, verranno rimpatriati nei loro paesi.

«C'era una procedura esecutiva da parte del tribunale, con un ordine di liberazione di 43 appartamenti, abbiamo parlato con la Sivag (Società comunale che gestisce le amministrazioni giudiziarie) e abbiamo fatto l'anagrafica di chi li occupava» ha detto quindi il prefetto Luciana Lamorgese.

Tra i più soddisfatti di questo sgombero c'è il presidente della commissione sicurezza del Municipio 2, Riccardo Truppo (Fratelli d'Italia). Fu lui, il 24 febbraio, a organizzare un corteo in via Padova per riportare lo Stato nei quartieri abbandonati. Una marcia alla quale invitò, tra gli altri, Giorgia Meloni. Anche la presidente di FdI sfilò dietro al tricolore lungo 500 metri in testa alla manifestazione e, proprio all'incrocio con via Cavezzali, venne contestata da molti occupanti abusivi del «fortino». «Credo sia stato allora che il problema del degrado dell'ex albergo ha assunto rilevanza nazionale - spiega Truppo -. Sono contento per la maggioranza silenziosa di cittadini milanesi tra italiani e stranieri integrati, che vivono regolarmente nello stabile e sono vittime di abusi giornalieri. In zona a breve saranno messe anche alla galleria dell'ex cinema «Zodiaco», tra via Padova e via San Luca, dichiarata area di pericolosità istituzionale dalla fine del 2017. Una promessa che mi sento di poter mantenere con i cittadini».

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