È morto il sergente Hartman, che la cattiveria sia con lui

È morto il sergente Hartman, che la cattiveria sia con lui
17 Aprile Apr 2018 17 aprile 2018

L'attore Lee Ermey aveva interpretato l'istruttore dei marines in "Full Metal Jacket" di Stanley Kubrick

È morto a 74 anni Ronald Lee Ermey. Il nome dice poco: non era una star del cinema. Eppure tutti ricordano il suo volto e il suo clamoroso exploit come attore, che gli valse la candidatura al Golden Globe. Lee Ermey era stato il cattivissimo sergente maggiore Hartman di Full Metal Jacket (1987), capolavoro di Stanley Kubrick dedicato alla guerra in Vietnam. Le sue invettive piene di insulti rivolte alle reclute sono entrate nella storia del cinema. Hartman ha la sua nemesi nel soldato «Palla di lardo» un sensibile aspirante marine sovrappeso interpretato da Vincent d'Onofrio come meglio non si potrebbe. Sconvolto dal trattamento umiliante, «Palla di lardo» uccide Hartman prima di suicidarsi con la canna del fucile in bocca. La scena è mitica e anche parecchio strana, perché a circa metà del film Kubrick fa morire i personaggi che fino a quel momento erano stati i veri protagonisti.

Come Lee Ermey ottenne il ruolo è uno dei tanti capitoli della leggenda di Stanley Kubrick. Lee Ermey ricevette la proposta di aiutare l'attore scelto da Kubrick ad essere credibile nel ruolo di Hartman. Ma quando vide il copione, Lee Ermey trasecolò e si riconobbe in Hartman. L'attore infatti era stato nella marina militare americana per circa dieci anni tra il 1961-1971. Aveva combattuto per 14 mesi in Vietnam ed era anche stato istruttore dei novellini. Forse Lee Ermey non avrebbe mai ripiegato la divisa se non fosse stato congedato per motivi medici.

Lee Ermey chiamò Kubrick che gli spiegò di aver già ingaggiato un attore. Lui avrebbe fornito una consulenza affinché il personaggio Hartman fosse credibile. Ma non appena Kubrick vide in azione Lee Ermey non ebbe dubbi. Il ruolo era suo. Caso più unico che raro, Kubrick concedette a Lee Ermey di scrivere circa metà delle proprie battute. Lee Ermey le gridò con occhi spiritati e voce robotica. Erano frasi generiche come questa: «Se voi signorine finirete questo corso e se sopravviverete all'addestramento... sarete un'arma! Sarete dispensatori di morte e pregherete per combattere! Ma fino a quel giorno siete uno sputo! La più bassa forma di vita che ci sia nel globo! Non siete neanche fottuti esseri umani, sarete solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta merda!». Oppure invettive mirate come questa: «Palla di lardo hai il c**o che pare un quintale e mezzo di chewingum masticato. Te ne rendi conto Palla di Lardo?». Oppure ancora cabaret puro: «I tuoi genitori hanno anche figli normali? Si saranno pentiti di averti fatto: tu sei talmente brutto che sembri un capolavoro d'arte moderna». Racconta il produttore Jan Harlan: «Durante le riprese, accadeva sempre una cosa molto strana; ogni volta che Lee Ermey andava in guardaroba e indossava la divisa da istruttore, diventava un'altra persona. Lee Ermey era un uomo molto simpatico ma quando indossava quella divisa, si trasformava in un diavolo. Rimasi sorpreso soprattutto dal suo linguaggio; la sceneggiatura di Stanley era piuttosto realistica, ma Lee Ermey se ne usciva con certe frasi... pittoresche diciamo. Sorprendenti a dir poco. Ogni volta ne aveva una... sembrava aver infinite fonti di oscenità... Tutto quel dialogo era incredibile, impossibile per uno sceneggiatore, usciva dalla bocca di Lee Ermey e noi dovevamo solo registrarlo». Lee Ermey fu coinvolto nella realizzazione del film anche in modi impensabili: «Un giorno stavamo facendo un giro nel SUV della moglie di Stanley. Un bellissimo SUV, nuovo di zecca. Stanley era riuscito a farselo prestare. Stavamo cercando un luogo per girare una scena, Stanley stava guidando; guidava e indicava, dicendo: Vedi? Piazzeremo le truppe da questa parte. Vidi che Stanley si stava sempre più avvicinando ad un fosso profondo quasi due metri e nel frattempo continuava parlare e guardare altrove. Finimmo in quel fosso e la macchina si ribaltò su un fianco. Ricordo che Stanley si allungò, si slacciò la cintura di sicurezza, aprì lo sportello e uscì arrampicandosi dal SUV e indicando un altro punto disse: E metteremo la tenda quaggiù e avremo il campo base qui. Saltò dal SUV e si incamminò verso il campo base, si voltò e disse: Beh, venite. Noi eravamo tutti in piedi accanto al SUV e ci siamo detti: Tutto questo è vero?!»

Nato a Emporia, in Kansas, nel 1944, Lee Ermey si trasferì con la famiglia a Washington. Era una testa calda e fini più volte davanti al giudice. Alla fine fu proprio un tribunale a dargli un'occasione: invece di entrare in galera, entrare nell'esercito, corpo dei marines. Lee Ermey è comparso in circa 60 film. Ha anche prestato la sua voce in cartoni come Toy Story e I Simpson. Tra i primi ruoli c'è quello di un pilota d'elicottero in Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. Compare anche in Seven, Mississippi Burning e nel remake di The Texas Chainsaw Massacre. L'attore, il cui soprannome era Gunny, è morto domenica mattina per complicazioni dovute a una polmonite. Aveva 74 anni. A darne notizia via Twitter è stato il suo manager di lunga data, Bill Rogin, che ha scritto: «Con profonda tristezza vi informo che R. Lee Ermey (The Gunny) è scomparso questa mattina... mancherà moltissimo a tutti noi».

Ieri, i coprotagonisti di Full Metal Jacket, Matthew Modine e Vincent d'Onofrio, hanno comunicato via social il proprio cordoglio. Il presidente Donald Trump ha elogiato Lee Ermey su Instagram, definendolo «una leggenda» e «un vero americano». Scrive l'Hollywood Reporter che Ermey era uno dei rari conservatori dichiarati di Hollywood. Nel 2010 fu licenziato e sostituito negli spot televisivi di una importante azienda. Il motivo? A un evento, Lee Ermey aveva dichiarato: «L'amministrazione Obama sta distruggendo questo Paese (...) Ci sta guidando verso la bancarotta per poi imporci il socialismo». Dopo il licenziamento disse: «Se in questa città sei un conservatore, meglio tu faccia attenzione». Agli ordini, sergente Hartman.

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