Il padre le sequestra il cellulare e lei si ferisce a un polso

Il padre le sequestra il cellulare e lei si ferisce a un polso
17 Aprile Apr 2018 7 giorni fa

A Lecce, minaccia la figlia di sequestrarle il cellulare, lei si ferisce un polso e interviene il tribunale dei minori che la allontana dalla famiglia

A Lecce, una ragazza di dodici anni si è ferita al polso, perché il padre l'aveva minacciata di sequestrarle il cellulare.

I genitori erano infastiditi da tempo dal comportamento della figlia, che non si separava mai dal suo cellulare. Era costantemente collegata ai social o nelle chat e, anche quando si trovava in compagnia di amici o parenti, non staccava gli occhi dallo smatphone. Una vita in simbiosi col mezzo elettronico quella della dodicenne di Lecce, come viene segnalato dal Nuovo quotidiano di Puglia.

Lo stretto legame che lega i ragazzi ai loro telefonini è diventato un problema diffuso nella società odierna. Tanto che ne è scaturita una nuova patologia, la "nomofobia", che consiste nel bisogno di soddisfare relazioni affettive attraverso il mezzo di comunicazione. La simbiosi con lo smatphon è tale che l'icona che segna l'esaurirsi della batteria o l'avviso di assenza di campo può generare stati d'ansia.

Qualche giorno fa, a seguito dell'ennesimo comportamento di estraniamento della ragazza, il padre l'ha rimproverata severamente, minacciandole di sequestrarle il cellulare. Nella discussione è volato uno schiaffo sul volto della dodicenne, che si è procurata, per ripicca, un taglio superficiale al polso sinistro, medicato con una pomata e un cerotto, data la lieve entità della ferita.

Ma a scuola, un'insegnante si è accorta della lesione e ha chiesto spiegazioni alla ragazza, che le ha raccontato tutto. A quel punto, la donna ha segnalato quanto successo al tribunale dei minori, che ha deciso per l'allontanamento della dodicenne dai genitori, nell'attesa di accertare la situazione familiare. Il padre è stato indagato per maltrattamenti. Per verificare quali circostanze abbiano determinato una misura tanto estrema come l'allontanamento della figlia, i genitori hanno nominato un legale, l'avvocato Paolo Spalluto.

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