Le 19 giornate juventine Allegri, regista perfetto di un film da scudetto

Le 19 giornate juventine Allegri, regista perfetto di un film da scudetto
17 Aprile Apr 2018 5 giorni fa

Dalla Samp alla Samp. Zero sconfitte, 17 vittorie Ecco come Max ha ripreso 10 punti al Napoli

Il girone che ha distrutto il campionato. Un film della Juventus, diretto da Massimiliano Allegri. Tratto da una storia vera, verissima. Non al cinema, ma in campo. Già perché se la Signora viaggia con ormai pochi ostacoli verso il suo settimo scudetto consecutivo il merito è proprio di quelle 19 giornate che hanno annichilito la concorrenza e fatto emergere, una volta di più, la forza di una squadra che ha assunto i connotati di uno schiacciasassi.

Dalla Sampdoria all'andata, vittoria per tre a due dei blucerchiati, alla Sampdoria al ritorno, annichilita 3 a 0. 19 partite, un girone appunto. Sufficiente per chiudere, o quasi, il discorso scudetto. 17 vittorie, 2 pareggi (peraltro per 0-0, contro Inter e Spal) e nessuna sconfitta. Zero, niente, nada. Il tutto condito da ben 40 gol realizzati e soltanto 4 subiti, talmente pochi che i marcatori si ricordano con facilità: Caceres, Bonucci e la doppietta di Diabaté. In queste 19 partite ben 16 volte la Juve ha mantenuto la rete inviolata, sia stata essa difesa da Buffon o da Szczesny poco cambia. I numeri nel calcio non sono tutto ma spesso fotografano bene una situazione. E dopo questa striscia esaltante la foto di famiglia bianconera sfoggia soltanto sorrisoni. Anche perché quando la Sampdoria sconfisse la Juventus a Marassi la classifica vedeva il Napoli a +4 sulla Signora. Ora, dopo il pari azzurro col Milan e la vittoria bianconera sulla Samp, il Napoli è piombato a -6. Dieci punti tondi tondi recuperati in un girone, in quel girone magico fatto di 19 partite al limite della perfezione.

Merito di tutto il gruppo, di una società che ha messo a disposizione dell'allenatore una rosa più che completa alla quale attingere in ogni occasione. Basti vedere domenica, due episodi su tutti. Howedes (nazionale tedesco), fuori per quasi tutta la stagione per problemi fisici, gioca (bene) e fa pure gol. Pjanic (nazionale bosniaco) ha un problema muscolare? Nessun problema, entra Douglas Costa (nazionale brasiliano). Che poi sia lui a risolvere la partita non è un dettaglio secondario. Ma bravo anche Allegri, uno dei pochissimi in Italia non solo in grado di gestire il gruppo ma di plasmarlo a suo piacimento. Solo contro la Samp ha cambiato tre moduli differenti in una partita. Facile, si potrebbe dire, con quel gruppo di giocatori a disposizione. Già, ma se fosse così facile perché gli altri non ne sono capaci e vanno nel panico appena sono costretti a cambiare di una nota il proprio spartito? Perché lui, evidentemente, è più bravo degli altri.

Ma nella foto di famiglia dove tutti sorridono un muso lungo lo si trova. È quello di Paulo Dybala. Domenica allo Stadium insufficiente e sostituito con tanto di smorfie. Sia chiaro, l'argentino è un campione e un potenziale valore aggiunto ma la storia recentissima della Juve non lo vede protagonista. In Champions con il Real, nella nefasta gara di andata, ha fatto la differenza in negativo. Non ha inciso sottoporta e si è fatto espellere come un pivellino lasciando la squadra in 10. Al ritorno, nella quasi impresa, non c'era per squalifica e la squadra ha girato che era una meraviglia. Lusso o valore aggiunto? Lo deciderà Allegri, anche a seconda dello schema che sceglierà e che magari cambierà due o tre volte a gare in corso. Perché con Dybala o senza la sua Juve ha ormai già distrutto tutti gli avversari. In un girone soltanto.

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