Telecom, nuovi alleati per Elliott

Telecom, nuovi alleati per Elliott
17 Aprile Apr 2018 7 giorni fa

Pure Iss contro Viventi. Pressing Consob, oggi cda straordinario per informare i soci

Cinzia Meoni

Sulla battaglia tra Elliott e Vivendi per la governance di Tim torna in pressing la Consob.

Il gruppo di tlc ha dovuto convocare per oggi un cda straordinario con all'ordine del giorno alcune integrazioni alle informazioni richieste dalla Commissione, che da tempo ha acceso un faro sulla gestione dei francesi, in vista dell'assemblea del 24 aprile.

Tutto può ancora accadere. Davanti al Tribunale di Milano pende, infatti, la richiesta di un procedimento d'urgenza presentato da Telecom e dal suo socio di riferimento Vivendi (23,9%) contro l'integrazione dell'ordine del giorno voluta da Elliott e accolta dal collegio sindacale, per votare la rimozione dei consiglieri di nomina francese e la loro sostituzione con i consiglieri presenti nella lista del fondo Usa. Il procedimento è stato assegnato ieri al giudice Elena Riva Crugnola, che, prima del 24, dovrà decidere se consentire o meno di votare la revoca di un board che a Parigi considerano già decaduto alla luce delle dimissioni in massa dei propri rappresentanti.

I giochi sono ancora aperti tanto più che, almeno in teoria (articolo 700 codice di procedura civile), non esistono vincoli temporali specifici per attendere il provvedimento d'urgenza richiesto. Se il ricorso fosse respinto, l'assemblea del 24 aprile potrebbe mandare in minoranza il gruppo presieduto da Vincent Bolloré e annullare di conseguenza l'assise successiva del 4 maggio, per la rielezione dell'intero consiglio di amministrazione con il meccanismo del voto di lista.

Se invece il ricorso fosse accolto, lo scontro si sposterebbe di dieci giorni. Nel frattempo, per l'assemblea si prepara il tutto esaurito: sono stati depositati titoli pari al 68% del capitale, dieci punti in più rispetto agli ultimi appuntamenti societari. Elliott e i suoi alleati potrebbero già sfiorare il 35% del capitale di consenso. Tornano a farsi sentire anche i proxy advisor: Iss ha invitato a votare la lista di Elliott perchè «ha presentato argomenti convincenti».

Tra le ragioni per un cambio della guardia anche le «difficili relazioni» tra francesi e governo italiano, come dimostrano le parole del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che in un'intervista ha definito Vivendi un «pessimo azionista».

Vicino al fondo attivista di Paul Singer c'è anche la Cassa Depositi e Prestiti che, in vista della battaglia, è salita a inizio mese al 4,2% del capitale. L'intervento sarebbe finito nel mirino della Consob in quanto preannunciato da agenzie e stampa ben informate. Forse fin troppo. Nei giorni caldi della discesa in campo, il Codacons aveva infatti presentato un esposto alla Commissione (e anche alla Corte dei Conti e Procura della Repubblica di Roma), chiedendo di bloccare l'operazione e ipotizzando «una forma di insider trading e un danno erariale a discapito della collettività.

L'incauto annuncio» della Cassa presieduta da Claudio Costamagna, secondo quanto dichiarato dall'associazione dei consumatori, avrebbe infatti fatto «schizzare il titolo alle stelle» (8%), aumentando, di fatto, i costi per i contribuenti essendo la Cassa controllata dal Tesoro.

In Piazza Affari, intanto, ieri è stata una giornata d'attesa: Telecom ha chiuso con un +0,35% a 0,85 euro.

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