Formica kamikaze: si fa esplodere per proteggere la colonia

Formica kamikaze: si fa esplodere per proteggere la colonia
27 Aprile Apr 2018 27 aprile 2018

Scoperta una formica kamikaze: si fa esplodere per proteggere la colonia dalla presenza di nemici e aggressori

Un'incredibile scoperta frutto di un lavoro lungo e certosino, quello portato avanti da Alice Laciny - ricercatrice presso il Museo di Storia Naturale di Vienna - con il team della struttura, responsabile dell'individuazione di un particolarissimo insetto. Ribattezzata Colobopsis explodens è una formica combattente, in grado di sacrificare se stessa per il bene della comunità, fino a farsi letteralmente esplodere. Definita formica kamikaze, l'insetto è al vaglio di studi e ricerche sin dal lontano 1916, che hanno portato all'individuazione di una nuova specie e alla sua catalogazione ufficiale. Gli esisti dello studio, pubblicati sulla rivista di settore ZooKeys, hanno messo in evidenza le particolarità di questo insetto originario del Brunei.

La formica kamikaze vive in colonie numerose e, a fronte di un'invasione nemica, è in grado di imprigionare l'avversaria e farsi esplodere l'addome, da cui fuorisce un liquido giallastro e appiccicoso. La sostanza, che appare luminosa, risiede in speciali ghiandole e contiene delle tossine in grado di bloccare l'avversario fino alla morte. La struttura gerarchica della colonia appare ben organizzata, le formiche operaie escono di prima mattina alla ricerca del cibo per tutta la comunità, mentre una piccola squadra si ferma davanti all'ingresso della dimora della comunità. Una vera e propria guardia armata che, per riconoscere i nemici, sfiora fisicamente tutte le formiche che entrano ed escono dalla colonia.

I ricercatori hanno voluto testare le capacità di reazione di queste guardiane introducendo una delle loro più temibili avversarie, la formica tessitrice. Al semplice tocco, le formiche kamikaze sono esplose uccidendo la predatrice intrusa, un sacrificio per la sopravvivenza della comunità stessa. Le formiche operaie, sterili per natura, possono solo svolgere il compito di guardiane e lavoranti per assicurare il benessere di tutta la famiglia. Non si conoscono ancora le sostanze tossiche presenti nel liquido incriminato, la ricerca è momentaneamente in stallo a causa della scarsità di fondi, ma il team procede con gli studi nell'attesa di nuove scoperte riguardanti il ruolo dei maschi della colonia e anche di nuove sovvenzioni.

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