Dalla dittatura alle colonie galattiche. Il futuro dell'Intelligenza artificiale

Dalla dittatura alle colonie galattiche. Il futuro dell'Intelligenza artificiale
29 Aprile Apr 2018 29 aprile 2018

I super cervelli ci aiuteranno nella sanità e nella giustizia. Ma potrebbero controllarci o perfino eliminarci. Ecco la "Vita 3.0"

La nostra è una Vita 2.0, «il cui hardware è soggetto all'evoluzione ma il cui software è in gran parte progettato»: grazie alla conoscenza e alla cultura, dominiamo il pianeta. Però potrebbe attenderci una Vita 3.0, che progetta hardware e software ed è, quindi, «padrona del proprio destino», indipendente dai vincoli biologici ed evolutivi. Di questa possibilità si occupa il saggio Vita 3.0. Essere umani nell'era dell'intelligenza artificiale (Cortina, pagg. 452, euro 29) di Max Tegmark, professore di Fisica al Mit e presidente del Future of Life Institute. Ecco i suoi scorci più clamorosi sul futuro, prossimo e lontanissimo.

LAVORO E ARMI

A breve l'Intelligenza artificiale (Ia) potrà migliorare le tecniche chirurgiche, le diagnosi, le reti di distribuzione dell'energia; potrà rendere più equi ed efficienti i sistemi legali (tramite «robogiudici»). Più rischioso è invece lo sviluppo di armi autonome. E la perdita di posti di lavoro umani? Può essere arginata scegliendo carriere in cui le macchine non se la cavano bene, quindi che richiedano interazione con le persone, creatività e flessibilità in un ambiente imprevedibile.

SUPERINTELLIGENZA

Oltre all'Ia esiste una Intelligenza artificiale di livello umano (Iag, «g» sta per generale); ma esiste anche la Superintelligenza, che è molto al di sopra del livello umano. Questa è lontana almeno qualche decennio, ma dobbiamo pianificare in anticipo le strategie per renderla sicura. Perché un gruppo di umani che controllasse questa «esplosione di intelligenza» potrebbe dominare il mondo; ma anche questa stessa Superintelligenza potrebbe conquistare il mondo.

I PROSSIMI 10MILA ANNI

Scenari positivi per gli esseri umani: una Utopia libertaria, in cui uomini, cyborg e superintelligenze coesistono grazie ai diritti di proprietà; una Utopia egualitaria, in cui la coesistenza pacifica è data dall'abolizione della proprietà e dal reddito garantito; il Dittatore benevolo, in cui l'Ia gestisce la società con regole rigide, considerate però buona cosa; il Guardiano, una Superintelligenza che interferisce al minimo nella società, per bloccare il sorgere di una forza equivalente; una Divinità protettrice, cioè una Ia onnisciente e onnipotente che vuole realizzare la felicità umana, restando dietro le quinte; una Divinità in schiavitù, in cui l'Ia è sfruttata dagli umani per produrre tecnologia e ricchezze enormi, con fini dipendenti dagli umani stessi.

UMANITÀ NEGLETTA

Vi sono scenari in cui gli umani sono destinati a scomparire - come nelle ipotesi dei Conquistatori, dei Discendenti e dell'Autodistruzione - o a diventare come animali intorno alla Ia (Custode dello zoo); altri in cui si verifica un regresso o il progresso è bloccato da uno Stato di sorveglianza orwelliano (scenario 1984).

COLONIZZAZIONE GALATTICA

Non bisogna pensare che scompariremo fra un milione di anni (e oltre): l'Ia superintelligente può colonizzare un altro sistema solare o un'altra galassia (a una velocità vicina a quella della luce). E a quel punto «portarvi degli umani è facile - se gli umani sono riusciti a far sì che l'Ia abbia questo fine» dice Tegmark. Insomma grazie alla tecnologia la vita potrebbe proseguire per diversi miliardi di anni, e anche di più.

CONTROVERSIE

Primo: bisogna dare all'Ia dei fini? E, se sì, quali? Come possiamo dare all'Ia dei fini e assicurarci che li mantenga? Queste - dice Tegmark - sono le domande cruciali per il futuro della vita. Secondo: è possibile una coscienza artificiale? Non lo sappiamo. Ma un obiettivo fondamentale deve essere quello di mantenere una coscienza («biologica e/o artificiale»): altrimenti l'universo perderebbe significato.

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