«La dieta mediterranea cura la flora dell'intestino»

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3 Maggio Mag 2018 03 maggio 2018

Attenzione agli antibiotici, possono alterarne l'equilibrio

Cosa serve per mantenere il microbiota intestinale in buona salute? «Dieta equilibrata, quella mediterranea è ideale, non abusare di antibiotici, mantenere le feci morbide ed evacuare almeno tre volte a settimana. Il passaggio delle feci è un metodo di mantenimento dell'equilibrio: i batteri vengono espulsi, se restano fermi nell'intestino crescono a dismisura». Sono i consigli di Maurizio Vecchi, direttore dell'Unità operativa complessa di Gastroenterologia ed endoscopia del Policlinico di Milano e docente di Gastroenterologia dell'Università degli Studi.

«Per comprendere l'importanza della flora intestinale - spiega Vecchi - bisogna pensare all'enorme quantità di cellule batteriche che vivono in equilibrio e in rapporto con le nostre pareti intestinali, che se fossero distese raggiungerebbero una superficie di 200 metri quadri, cento volte quella della pelle che ci riveste: un campo da tennis a contatto con il mondo esterno. Fino a pochi anni fa i mezzi di studio del microbiota erano modesti, permettevano di isolare i batteri cattivi quando sopravanzano gli altri, ma non di studiare la composizione della flora e il disequilibrio stesso, che porta a un disturbo. Oggi abbiamo metodiche di biologia molecolare che ci permettono di farlo».

Su quali disturbi è più evidente l'influenza dei batteri intestinali? «Le patologie intestinali, quelle infiammatorie croniche di cui ancora oggi non conosciamo la causa. Poi le malattie immuni e autoimmuni, le metaboliche come l'obesità, ma un disturbo grave è la colite da antibiotici. Si cura con antibiotici particolari, o con il trapianto di microbiota fecale da donatore sano, che guarisce con elevata probabilità la malattia». Le terapie antibiotiche sono appunto una delle condizioni «che perturbano l'equilibrio del microbiota, perchè possono distruggere alcune specie e favorirne altre che si fanno più aggressive» ma nell'elenco ci sono anche «le condizioni di soppressione immunitaria, terapie con cortisone ed altri farmaci, e infine quelle di ristagno delle feci: possono essere post chirurgiche, ma accade anche con la diverticolosi. E' importante cercare di mantenere una evacuazione costante, combattere la stipsi con ampia assunzione di acqua anche ai pasti, e una dieta mediterranea, che ha tutte le componenti di carboidrati, proteine animali e vegetali e fibre necessarie. Le fibre sono cibo anche per i batteri e favoriscono l'arrivo dell'acqua nell'intestino: aumenta magari un po' il gonfiore, ma è un gonfiore benefico, fa sì che l'intestino funzioni bene».

E se si devono assumere antibiotici? «In quel caso occorre agire con i probiotici, ovvero i batteri buoni. Devono avere alcune caratteristiche: sopravvivere all'acido gastrico, arrivare all'intestino, colonizzarlo e modificare veramente la flora batterica. Quelli che hanno un effetto più evidente sono alcuni tipi di lactobacilli e di bifidobatteri».

MAg

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