Incinta di 6 mesi scopre di avere la leucemia: salvata da una nuova terapia

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9 Maggio Mag 2018 09 maggio 2018

Marzia scopre di avere la leucemia al sesto mese di gravidanza, i medici di Palermo la sottopongono a una terapia senza chemio, che salva lei e il bimbo

A Palermo, una donna, che ha scoperto di avere la leucemia alla 23 esima settimana di gravidanza, è stata sottoposta a una cura innovativa, che non prevede la chemioterapia e che ha salvato lei e il suo bambino.

Il Corriere della Sera racconta la storia di Marzia ed Emanuele, sposati, con una bambina di tre anni e mezzo e in attesa di un altro bimbo, Andrea. Ma all'inizio di quest'anno, a Marzia arriva una diagnosi che sconvolge la normalità della sua famiglia. La donna, infatti, recatasi in ospedale per la presenza di piccole emorragie puntiformi su tutto il corpo, scopre di essere affetta da una rara forma di leucemia, molto aggressiva e il 25 gennaio viene ricoverata d'urgenza. Il dottore che dovrebbe praticarle il cesareo, però, non se la sente, perché avrebbe esposto madre e feto a una morte quasi certa. Era al sesto mese di gravidanza e, allora, i medici del Policlinico Giaccone di Palermo provano a mettere in atto una terapia innovativa, che non prevede la chemio. È la prima volta, in Italia, in cui questa cura è stata tentata su una donna in stato di gravidanza. La donna ha portato avanti la gestazione fino alla 35 esima settimana, quando, lo scorso 23 aprile, i medici hanno praticato il parto cesareo: il bimbo venuto alla luce era in perfette condizioni di salute.

La cura, che ha permesso di salvare mamma e figlio, è il risultato di un intenso lavoro di squadra "tra più settori specialistici", che permette di "curare la malattia con farmaci mirati al target, non chemioterapici tradizionali", riuscendo a trasformare tumori incurabili e inguaribili in quelli di tipo cronico e curabile. Da oggi, questa possibilità è estesa anche alle donne incinta e Marzia ne è la prova.

La donna che, "ha portato avanti la gravidanza con coraggio e determinazione", come racconta Renato Venezia, docente di Ginecologia, è tornata a casa, dopo cinque giorni dal parto, col suo piccolo Andrea. Ora, lei e suo marito vorrebbero tornare solo alla vita normale, perché"non importano i controlli che dovrò fare, il timore che la leucemia ritorni (anche se sembra sia davvero tutto finito), eventuali nuove cure. Adesso possiamo davvero affrontare e superare tutto".

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