Trump vede i big dell'auto E loda le mosse di Fca

Trump vede i big dell'auto E loda le mosse di Fca
12 Maggio Mag 2018 12 maggio 2018

The Donald: «Marchionne è il preferito perché investe in Usa». Le nuove strategie in Messico

Sergio Marchionne rischia di scatenare l'invidia dei colleghi americani Mary Barra, presidente e ceo di Gm, e James Hackett, numero uno di Ford. Allo stesso tempo, l'ad di Fiat Chrysler Automobiles, potrebbe guardare con meno timori alla sentenza che le autorità Usa stanno per emettere nei confronti del Lingotto, per il caso delle emissioni diesel di 104mila veicoli. Il presidente degli Usa, Donald Trump, ha infatti descritto l'italiano che ha conquistato e salvato Chrysler Group, come «il mio uomo preferito». Le parole sono state pronunciate dal capo della Casa Bianca durante un incontro con i top manager dell'auto.

A spingere Trump a elogiare Marchionne, prendendolo come esempio virtuoso, è stata in particolare la volontà di Fca di investire risorse negli Usa, contribuendo alla crescita dell'occupazione e allo sviluppo dell'economia. Parole, inoltre, che suonano anche come un primo ringraziamento ufficiale da parte della Casa Bianca, visto che tra meno di un anno Marchionne lascerà il vertice di Fca.

Trump ha di fatto apprezzato pubblicamente la decisione di Fca d'investire oltre un miliardo di dollari nelle sue attività negli Stati Uniti, trasferendo entro il 2020 dal Messico allo stabilimento di Warren (Michigan), la produzione del pickup truck Ram Heavy Duty.

L'annuncio porta la data dell'11 gennaio 2018, e sempre quel giorno Marchionne aveva riservato una sorpresa ai circa 60.000 dipendenti americani del gruppo: un bonus da 2.000 dollari, leadership di alto livello esclusa. Nel suo intervento, Donald Trump ha parlato solo del trasferimento di quella produzione nel Michigan, come se Fca lasciasse il Messico. Ma una volta completato il passaggio nella fabbrica di Warren, stimato nel 2020, per l'impianto messicano di Saltillo il focus di Fca sarà sui veicoli commerciali destinati all'export in tutto il mondo. «Le modifiche programmate nell'ambito dell'accordo Nafta da parte di Trump - il commento di Marchionne - sono direzionalmente corrette; la revisione dell'intesa commerciale non minaccia la nostra produzione in Messico. Penso che dobbiamo reindirizzare l'attività messicana verso un mercato globale». Di più, anche in questo caso, ovvero sulle future strategie produttive di Fca, se ne saprà l'1 giugno all'Investor Day di Balocco.

«Ho apprezzato - ha concluso Marchionne - l'opportunità di discutere con il presidente Trump del nostro comune impegno verso l'industria dell'auto. Rivisitare e valutare gli standard ecologici è la cosa giusta da fare. Sono ottimista che Trump riuscirà a trovare il modo di preservare un piano nazionale che stimoli miglioramenti nell'efficienza dei veicoli e ci permetta di realizzare mezzi che i nostri clienti vogliono acquistare, a prezzi a loro accessibili. Occorre un dialogo ponderato e basato sui dati».

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