Usa, anche le infezioni alla base dei capelli bianchi precoci

Usa, anche le infezioni alla base dei capelli bianchi precoci
15 Maggio Mag 2018 11 giorni fa

La scoperta dei ricercatori americani autori di uno studio pubblicato su Plos Biology

Quale paura più grande, soprattutto per le donne intorno ai 30 anni, se non quella di un precoce avanzare dei capelli bianchi? E la ricrescita, che dramma. Ci si rifugia nelle tinte sempre meno invasive e sempre più "ecotech" proposte dai parrucchieri. Ma a far ingrigire le chiome, oltre alla genetica e all'età che avanza, potrebbero esserci anche le infezioni, o meglio l'attivazione del sistema immunitario che le stesse, inevitabilmente, stimolano. Lo hanno scoperto ricercatori del "National institutes of health" e dell'Università d'Alabama di Birmingham, negli Stati Uniti, autori di uno studio pubblicato su 'Plos Biology'. Secondo gli scienziati, dunque, più il corpo deve fronteggiare le infezioni, più le cellule che producono i pigmenti dei capelli si riducono, fino a scomparire. Alcune persone scoprono i loro primi capelli bianchi addirittura a 15 anni, altri intorno ai 40. I ricercatori si sono chiesti se, oltre alla genetica e e all'età, ci fossero altre possibili cause, scoprendo che il sistema immunitario gioca un ruolo importante nell'incanutirsi delle chiome.

Nel bulbo dei nostri capelli ci sono i melanociti, cellule prodotte dalle staminali melanocitarie. I melanociti producono la melanina che dà colore anche alla nostra pelle. Quando un capello cade, le cellule staminali producono nuovi melanociti per il nuovo bulbo che si viene a creare (il bulbo è chiamato anche follicolo). Con l'età, queste cellule staminali smettono di funzionare e i capelli ricrescono senza pigmento, diventando grigi o bianchi.
Ma qual è il legame con il sistema immunitario? Quest'ultimo è costantemente impegnato a combattere virus e batteri, stimolando le cellule minacciate a produrre molecole chiamate interferoni.

Questiepermettono a loro volta di comunicare alle altre cellule l'ordine di attivare i meccanismi che impediscono la replicazione virale o batterica e di attivare le cellule "soldato" che proteggono il nostro corpo e si sbarazzano degli... intrusi. I ricercatori hanno scoperto dunque che un eccesso di interferoni influenzava una certa proteina, chiamata Mitf, necessaria per il buon funzionamento dei melanociti. Gli autori dello studio hanno osservato sui topi che l'attivazione del loro sistema immunitario provocava una significativa perdita di melanociti e di cellule staminali melanocitarie, e quindi la comparsa di un gran numero di peli grigi. Questa reazione potrebbe spiegare perché nelle persone compaiano i capelli bianchi prematuramente, specialmente se sono state esposte a molte infezioni sin dall'infanzia. Gli scienziati precisano che sono necessari altri studi per comprendere bene i meccanismi di questo fenomeno e verificare se accade la stessa cosa nell'uomo, ma auspicano che le loro ricerche permettano di capire meglio le malattie che alterano la pigmentazione, come ad esempio la vitiligine che colpisce la pelle.

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