Appello Onu: "Prevenire il conflitto"

Appello Onu: Prevenire il conflitto
16 Maggio Mag 2018 16 maggio 2018

Si teme un'altra Intifada, la Turchia espelle l'ambasciatore israeliano

Il conflitto rischia ora di allargarsi sul piano diplomatico. La più attiva su questo fronte è la Turchia che, dopo aver richiamato nelle ultime ore i suoi ambasciatori dagli Stati Uniti e Israele ha convocato l'ambasciatore israeliano: lo ha dichiarato «persona non grata» e lo ha invitato a lasciare il Paese al più presto. Il ministero degli Esteri israeliano ha chiesto al console generale turco a Gerusalemme, Husnu Gurcan Turkoglu, di «ritornare nel suo paese». La richiesta è giunta così poche ore dopo un analogo passo di Ankara nei confronti dell'ambasciatore israeliano in Turchia, Eitan Naeh. Era già successo nel 2011 e nel 2016. Le frecciatine tra i due paesi sono continue: il presidente turco Recep Tayyp Erdogan l'altro ieri aveva accusato Israele di «genocidio» e il premier israeliano Benjamin Netanyahu gli ha risposto su Twitter. «Erdogan è uno dei più grandi sostenitori di Hamas, quindi non c'è dubbio che sia un esperto di terrore e massacri. Vorrei suggerirgli di non fare il moralista con noi».

L'angoscia sale anche tra i leader europei. La cancelliera Angela Merkel ha espresso preoccupazione per l'escalation della violenza sulla striscia di Gaza e manifestato «comprensione per gli interessi legati alla sicurezza di Israele» al telefono col premier israeliano. Anche la Francia ha condannato le violenze: Macron al telefono con Netanyahu ha sottolineato l'importanza della «protezione delle popolazioni civili e del diritto a manifestare pacificamente». Il Belgio ha richiamato l'ambasciatrice di Israele e chiesto un'indagine internazionale a seguito del bagno di sangue a Gaza. Mentre gli Stati Uniti hanno bloccato all'Onu una richiesta di inchiesta indipendente su ciò che è accaduto al confine tra Israele e Gaza. «Israele deve calibrare l'uso della forza, deve proteggere i suoi confini ma farlo in modo proporzionato. Mentre Hamas non deve usare le proteste per mettere bombe e compiere atti provocatori», ha detto Nikolay Mladenov, coordinatore speciale dell'Onu per il processo di pace in Medio Oriente, durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza sulla situazione a Gaza. «La comunità internazionale deve intervenire e prevenire una guerra», ha aggiunto Mladenov, definendo la situazione nella Striscia «disperata». La Corte penale internazionale dell'Aja «prenderà tutte le misure appropriate» sulla violenza a Gaza. Lo ha dichiarato il procuratore Fatou Bensouda. «La mia squadra segue con attenzione gli sviluppi sul luogo ed esamina tutti i presunti crimini e le eventuali responsabilità», ha spiegato. Ha inoltre aggiunto che «la violenza deve cessare».

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