Arte, architettura e intellighenzia: tutti i giudizi controcorrente

Arte, architettura e intellighenzia: tutti i giudizi controcorrente
16 Maggio Mag 2018 16 maggio 2018

La borghesia predilige chi ha l'aria primitiva e radicale, la lingua purgata da ogni asperità è ormai un segno di appartenenza alle classi superiori

Pubblichiamo qui alcuni brani di Tom Wolfe, tratti dai suoi libri più famosi

SUI RADICAL CHIC

«La prima regola è che la nostalgie de la boue lo stile romantico e rudemente vitale dei primitivi che abitano nelle case popolari, per esempio è bella, e che la borghesia, nera o bianca che sia, è brutta. Diventa così inevitabile che il Radical Chic prediliga chi ha l'aria primitiva, esotica e romantica, tipo i raccoglitori d'uva, che oltre al fatto che sono radicali e vengono dalla Terra sono anche latini, o le Panthers, con le loro giacche di pelle, le acconciature afro, gli occhiali da sole e le sparatorie, o i Pellerossa, che, logicamente, hanno sempre avuto un'aria primitiva, esotica e romantica».

da Radical chic: il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto (1970)

SUL POLITICAMENTE CORRETTO

«Il politicamente corretto è diventato uno strumento delle classi dominanti, l'idea di un comportamento appropriato per mascherare meglio il loro predominio sociale e mettersi la coscienza a posto. A poco a poco, il politicamente corretto è perfino diventato un marcatore di questo predominio e uno strumento di controllo sociale, un modo di distinguersi dai bifolchi e di censurarli, di delegittimare la loro visione del mondo in nome della morale. Ormai la gente deve fare attenzione a quello che dice. E va di male in peggio, specialmente nelle università. La forza di Trump nasce probabilmente dall'aver rotto con questa cappa di piombo. Per esempio, la gente molto ricca in genere tiene un profilo basso mentre lui se ne vanta. Suppongo che una parte degli elettori preferisca questo all' ipocrisia dei politici conformisti».

Intervista di Alexandre Devecchio per Le Figaro, 29/12/2017

SUGLI ARCHITETTI

«Basti pensare al campus progettato da Mies van der Rohe per il Politecnico dell'Illinois che risale agli anni Quaranta: l'edificio principale somiglia a una fabbrica di scarpe. La cappella somiglia a una centrale elettrica. La centrale elettrica ha un'aria più spirituale grazie alla ciminiera, protesa verso il cielo. L'edificio in cui ha sede la scuola di architettura ha nere capriate d'acciaio che si elevano alla maniera di un autolavaggio di Los Angeles. Tutti questi edifici sono scatoloni in vetro e acciaio. Tutto ciò era inevitabile. Lo stile del convento, con i suoi tabù antiborghesi, aveva di tanto ridotto le scelte del vero credente che qualsiasi edificio, la casa al mare non meno che il grattacielo, doveva avere lo stesso aspetto generale».

da Maledetti architetti, 1981

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