Francia, evaso dal carcere di Brest detenuto radicalizzato

Francia, evaso dal carcere di Brest detenuto radicalizzato
16 Maggio Mag 2018 9 giorni fa

Un detenuto di 21 anni del carcere di Brest, in Bretagna, è evaso durante il trasferimento in ospedale. La gendarmeria lo ha definito "radicalizzato" ed è considerato molto pericoloso dalla polizia francese

Un detenuto del carcere di Brest, in Bretagna, segnalato come "radicalizzato pericoloso per la sicurezza dello Stato" è evaso. La fuga è avvenuta durante un trasferimento per una visita medica.

Il giovane detenuto di 21 anni, tale Anthony Pondaven, è stato condannato per reati comuni, ma in cella si è radicalizzato a tal punto da essere ritenuto socialmente pericoloso. La scorta lo ha condotto fino all'entrata dell' ospedale Morvan. Ma era proprio qui che aveva architettato la fuga. Facendo finta di allacciarsi la scarpa, il giovane si è divincolato dalla presa dei poliziotti ed è riuscito a fuggire.

Ad attenderlo, una Peugeot 306. Un agente è riuscito a placcarlo e buttarlo a terra. Ma non è servito a niente. Il detenuto ha fatto in tempo a rialzarsi, riprendersi e a scappare all'interno dell'auto con a bordo i complici dell'evasione. Come scrive Ticino online, secondo Ouest-France, le guardie carcerarie che lo scortavano non erano armate.

La polizia francese ora ha dato inizio alla caccia. Ma non sarà un compito facile. Ed è l'ennesima prova che il sistema carcerario di Parigi ha grossi problemi non solo nella sicurezza, ma anche nel suo sistema di rieducazione. Il ragazzo è wentrato in carcere come un semplice detenuto per reati comune e adesso, dopo alcuni anni, ne esce come un evaso pericoloso per la sicurezza dello Stato e radicalizzato.

Secondo fonti della polizia, nella sua cella sono stati trovati due telefoni cellulari. Gli apparecchi gli servivano non solo per comunicare, probabilmente anche con i suoi complici, ma anche per essere costantemente aggiornato attraverso i suoi profili social. Prima di fuggire, ha poi scritto una lettera indirizzata alla direttrice del carcere, sulla quale c'è scritto"Je suis libre", "Sono libero".

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