India, schierati missili balistici sul primo sottomarino strategico

India, schierati missili balistici sul primo sottomarino strategico
16 Maggio Mag 2018 16 maggio 2018

Missili K-15 schierati sul primo sottomarino strategico dell'India. L'INS Arihant è pronto per la rappresaglia, ma senza i siluri italiani per l’autodifesa e l’attacco

L'India è il quinto paese al mondo dopo Stati Uniti, Russia, Cina e Francia a disporre di un arsenale strategico imbarcato sui sottomarini. E’ quanto ha dichiarato Nirmala Sitharaman, Ministro della Difesa indiano, durante la cerimonia di premiazione dei due scienziati che hanno sviluppato i missili Sagarika K-15/B05. Il missile a due stadi a a combustibile solido K-15 può colpire bersagli ad una distanza massima di 650 chilometri. L'India ha testato il suo primo dispositivo nucleare da otto kilotoni, soprannominato il Buddha sorridente, nel 1974.

“I missili sono già stati schierati sul sottomarino strategico INS Arihant. Gli scienziati indiani stanno attualmente sviluppando la versione terrestre del K-15”.

I quattro boomer dell’India: la classe Arihant

L’invulnerabilità strategica

La cerimonia di varo del secondo sottomarino strategico a propulsione nucleare dell’India classe Arihant si è svolta in forma privata il 19 novembre scorso. L'India, che spera di mettere in servizio quattro boomer entro il 2020 così da raggiungere l’invulnerabilità strategica, mantiene una politica nucleare del No First-Use (NFU). Tali asset sono quindi concepiti per l’invulnerabilità strategica e la rappresaglia assicurata chiudendo il cerchio della triade nucleare indiana. Nascosto nella vastità degli oceani, un sottomarino strategico è (quasi) invulnerabile. E nella logica della strategia della deterrenza nucleare, un arsenale strategico invulnerabile rende un paese invulnerabile. Il deterrente minimo credibile per Nuova Delhi oscilla tra le 100-130 testate termonucleari. Il sottomarino strategico INS Arighant, secondo della classe Arihant, dovrebbe entrare in servizio tra il 2020 ed il 2021.

La capofila della classe Arihant del programma Advanced Technology Vessel, è una piattaforma a propulsione nucleare da seimila tonnellate alimentata da un reattore da 83 MW ad acqua pressurizzata con uranio arricchito. Le iniziali direttive del programma Advanced Technology Vessel prevedano lo sviluppo di veloci sottomarini d'attacco. Tuttavia, alla fine degli anni ’90, il governo indiano decise di riprogettare la classe (grazie anche al decisivo supporto tecnologico russo) per chiudere il cerchio della triade nucleare del paese. La classe Arihant rappresenta un punto di svolta nella strategia nucleare dell’India.

Tutte le piattaforme nucleari dell'India sono gestite dal Comando delle forze strategiche e riferiscono al Primo Ministro. Tuttavia le oltre 100 testate nucleari non sono accoppiate ai sistemi d'arma poichè sotto la custodia civile del Dipartimento per l'Energia Atomica e dell'Organizzazione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa.

L’INS Arihant (S-2) Slayer of Enemies

Il primo sottomarino lanciamissili balistici dell’India, l’INS Arihant (S-2), è stato costruito presso i cantieri di Visakhapatnam, uno dei 13 principali porti del paese. La costruzione del doppio scafo è iniziata nel 1998 e nove anni più tardi un reattore ad acqua pressurizzata da 83 megawatt con uranio arricchito basato sul VM-5, fondamentalmente di costruzione russa, è stato installato a bordo. Lo sviluppo del lanciamissili subacqueo, il Progetto 420 (P420), fu completato nel 2001 e consegnato alla Marina indiana per i test.

Lungo 112 metri, l’INS Arihant dovrebbe essere in grado di immergersi ad una profondità di 300 metri (test) ad una velocità massima di 24 nodi. Le prove in mare sono iniziate il 13 dicembre del 2014. Il 23 febbraio del 2016, l’INS Arihant è stato dichiarato pronto per le operazioni. Due settimane dopo l’ammiragliato indiano ha ordinato attività supplementari con primo lancio dalla superficie del missile K-4. Il 30 marzo del 2016, infine, un secondo missile K-4 è stato lanciato con successo da una profondità di 20 metri. Le fasi finali delle prove in mare si sono concluse nell’estate del 2016. Pochi mesi dopo, mentre era ancorato nel porto di Vishakhapatnam, il compartimento motore dell’Arihant è stato danneggiato a causa di un errore umano: l'acqua è entrata da un portellone lasciato accidentalmente aperto. Dopo dieci mesi di interventi, l’INS Arihant è ritenuto pronto per le operazioni. I costi di riparazione sostenuti dal governo indiano sono stati classificati.

Complessivamente l’Arihant è costato 2.9 miliardi di dollari (ricerca e sviluppo compresi). È il più piccolo sottomarino armato con missili balistici al mondo. Probabilmente l’Arihant non sarà utilizzato per i pattugliamenti strategici, ma servirà come piattaforma di addestramento e dimostratore tecnologico. L’Arihant può trasportare fino a 12 missili balistici a due stadi a corto raggio K-15 Sagarika equipaggiati con una singola testata a 750 km di distanza o quattro missili K-4, in grado di colpire bersagli a 3500 km. Il missile balistico a raggio intermedio K-4 è ritenuto uno dei più precisi al mondo.

La tecnologia russa degli Arihant

Il grado tecnologico russo implementato sulla classse Arihant è certo. Gli Arihant potrebbero basarsi sui sottomarini d’attacco a propulsione nucleare russi classe Akula I Progetto 971 o sui Charlie II Progetto 670M Skat-M di epoca sovietica. Il K-43 fu affittato dall’India dal 1988 al 1991 come INS Chakra. Il disegno russo garantirebbe una maggiore silenziosità rispetto alla classe Shang (SSN) e Jin (SSBN) cinese. Sappiamo che nel 1998 il governo indiano acquistò un reattore nucleare dalla Russia, riuscendo poi a riprodurlo nel 2004 dopo diversi tentativi falliti. Anche la stima della profondità massima è sconosciuta, ma se gli Arihant provenissero direttamente dagli Akula potrebbero spingersi fino ad un massimo di seicento metri. L’India, infine, continua a progettare una nuova classe di sottomarini d'attacco a propulsione nucleare basata sempre sugli Akula.

L’INS Arighant (S-3)

L’Arighant possiede presumibilmente un reattore più potente dell’Arihant e sarà leggermente più grande. L’Arighant è equipaggiato con otto tubi di lancio invece dei quattro presenti sull’Arihant. Dalla seconda unità in poi tutti i sottomarini strategici indiani saranno equipaggiati con il sonar integrato indigeno USHUS ed il sistema di controllo tattico Panchendriya per rilevare e tracciare sottomarini, siluri ed ostacoli in profondità. Sistemi che sappiamo già essere implementati nei sottomarini diesel elettrici classe Sindhughosh (Kilo Progetto 877). L’Arighant può essere armato con un massimo di otto missili K-4. L'Organizzazione per la ricerca e lo sviluppo della Difesa indiana sta anche lavorando sugli SLBM intermedi K-5 (intercontinentali?) ed sui missili K-6. I sistemi K-5 e K-6 dovrebbero avere rispettivamente un’autonomia massima di 5.000 e 6.000 chilometri. E' noto che il K-4 così come il K-15 sono dotati di capacità nucleare, ma la resa della testata è sconosciuta. L'India non è ritenuta in possesso della tecnologia MIRV. Indipendentemente dalla resa esplosiva, i missili K-4 e K-15 sono equipaggiati con una singola testata.

La tecnologia di rientro

La tecnologia Multiple Reentry Vehicle o MRV, si basa sulla capacità di conferire ai missili balistici un maggiore letalità, pur mantenendone invariato il numero. Le testate MRV conferiscono al missile la capacità di colpire con diversi vettori un singolo bersaglio. Il concetto si è poi evoluto nelle testate MIRV o Multiple Independently targetable Reentry Vehicle. A differenza delle MRV, le testate MIRV colpiscono diversi bersagli invece di massimizzare la loro efficacia su un solo obiettivo. Le testate MARV o Maneuverable Reentry Vehicle, infine, rappresentano l’ultima evoluzione della tecnologia di rientro. Le MARV sono ritenute in grado modificare il proprio percorso in volo con brusche manovre così da ingannare i sistemi anti-balistici. Stati Uniti, Russia e Cina continuano lo sviluppo delle testate MARV, anche se quasi tutti gli sforzi sono ormai concentrati negli asset ipersonici. Le piattaforme ipersoniche, che entreranno in servizio tra 10/15 anni, riscriveranno il modo stesso di concepire una difesa antimissile.

Pronto per la rappresaglia, ma senza i siluri italiani per l’autodifesa e l’attacco

A differenza dei boomer americani, la classe Arihant avrà spiccate capacità hunter killer contro sottomarini nemici e battelli di superficie. Per l'attacco e l'autodifesa la classe Arihant avrebbe dovuto trasportare i siluri italiani Black Shark da 533 millimetri. Nel maggio del 2016, Nuova Delhi ha annullato il contratto da 300 milioni di dollari con Leonardo a causa delle presunte tangenti sull'appalto da 560 milioni per 12 elicotteri AW101 di AgustaWestland venduti all'India nel 2010. L'accordo prevedeva la fornitura di 98 siluri pesanti Black Shark, parte integrante e sistema d’arma primario per la classe d’attacco Kalvari. 49 siluri Black Shark sarebbero stati destinati a tre dei quattro sottomarini strategici classe Arihant.

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