La maratona rosa è a due facce Calvario Chaves e volo Mohoric

La maratona rosa è a due facce Calvario Chaves e volo Mohoric
16 Maggio Mag 2018 16 maggio 2018

Nella tappa più lunga l'allergia manda ko il colombiano Invece si consacra lo sloveno, tre volte iridato tra i baby

Pier Augusto Stagi

Gualdo Tadino La tappa più lunga del Giro d'Italia è il palcoscenico ideale per mostrarsi al mondo, e Matej Mohoric, 23enne sloveno del Team Bahrain - la formazione di Nibali e Pozzovivo non si fa sfuggire l'occasione, andando a cogliere una vittoria che proietta questo predestinato del pedale che nelle categorie giovanili ha vinto tre mondiali (due da juniores e uno da under, ndr), nel mondo dei grandi.

«Ci avevo provato a inizio tappa, poi Chaves si è staccato e il gruppo ha reagito annullando di fatto la nostra azione ha raccontato lo sloveno -. Appena ho potuto, ci ho riprovato. Avevo segnato questa tappa sin dal giorno della presentazione del Giro; sapevo che la fuga sarebbe arrivata. Sono felicissimo, ma ora tutti per Domenico Pozzovivo, pensando alla classifica generale» ha raccontato dopo aver battuto allo sprint il coetaneo tedesco (classe 1994) Nico Denz.

La tappa più lunga del Giro - la Penne-Gualdo Tadino - è anche un lungo calvario per «mister smile» Esteban Chaves. Il colombiano ieri ci ha davvero rimesso le penne. Giornata fin da subito all'insù: c'è da scalare dopo soli 10 km la Fonte della Creta, il colombiano non sta bene, e arranca fin da subito. Il ciclismo è sport spietato: difficile che ti aspettino. Difatti il gruppo accelera. Alla fine pagherà più di 25'.

«Il Giro è così, la vita è così dice con assoluta serenità e il solito sorriso stampato su un volto da bimbo, Chaves -. Un giorno realizzi un sogno, vincendo sull'Etna, e pochi giorni dopo ti trovi senza forze e sulla prima salita di giornata. Il mio amore duro e crudo con l'Italia continua: sulle vostre strade vinco e mi faccio male: sono molto legato al vostro Paese e amo questa corsa. La maglia ce l'abbiamo ancora noi: i piani non cambiano».

Chaves è sereno, il suo tecnico di più. «Credo sia stato messo ko dall'allergia, oggi c'era davvero tanto polline e lui, come tanti altri in gruppo, aveva giù avuto fastidio alla gola nei giorni scorsi. Non è malato, non è caduto, non ha problemi particolari, quindi credo questa sia l'unica causa della sua debacle», ha spiegato Matthew White, il tecnico della formazione australiana.

Chaves abbandona i sogni rosa, ma il compagno di squadra Simon Yates, no. Ieri il ragazzo di Mancester è andato addirittura a sprintare ad un traguardo volante, incamerando 3'' di abbuono e alla fine la sua giornata si chiude nella pancia del gruppo (regolato da Sam Bennett, terzo) a 34'' da Mohoric, insieme a Dumoulin (caduto, ndr), Pozzovivo, Froome, Aru e tutti gli altri big.

Ora la classifica vede il britannico di Bury primo con 41'' su Dumoulin, tornato al secondo posto, e 46'' su Pinot. Quarto, e migliore degli italiani, Domenico Pozzovivo a 1'.

Oggi undicesima tappa: Assisi-Osimo, 156 km. Un'altra giornata insidiosa attraverso i saliscendi dell'Appennino umbro-marchigiano. Guai a prenderla sotto gamba.

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