Parla la donna più vecchia del mondo: mai un giorno felice in 128 anni

Parla la donna più vecchia del mondo: mai un giorno felice in 128 anni
16 Maggio Mag 2018 16 maggio 2018

Una donna, che il governo russo afferma essere la più vecchia del mondo con i suoi 128 anni, ha detto di non aver mai avuto un giorno felice nella sua esistenza: aver vissuto così a lungo è per lei una punizione

La donna più vecchia del mondo proviene dalla Cecenia e avrebbe ben 128 anni: questo è quanto afferma il governo russo. La protagonista di questa storia è Koku Istambulova e, secondo i calcoli, potrebbe aver avuto 55 anni al termine della Seconda Guerra Mondiale e ben 102 nell'anno del crollo dell'Unione Sovietica. L'asserzione proviene dalla Cassa Pensione della Federazione Russa e si basa sui dati riportati sul passaporto della donna: la data di nascita impressa risulta essere l'1 giugno 1889. Koku e la sua famiglia furono deportati insieme a tutta la popolazione cecena in Kazakistan e in Siberia da Stalin, che li accusò di collaborazione nazista.

La donna, che proviene da un villaggio della Cecenia, afferma che il mese prossimo compirà 129 anni e in un'intervista ha aggiunto: "Era la volontà di Dio, non ho fatto nulla per farlo accadere. Vedo persone che praticano sport, mangiano qualcosa di speciale, si tengono in forma, ma non ho idea di come ho vissuto fino ad ora." Poi ha proseguito raccontando di non essere mai stata felice: "Non ho avuto un solo giorno felice nella mia vita. Ho sempre lavorato sodo, scavando nel giardino. Sono stanca. La lunga vita non è affatto un dono di Dio per me, ma una punizione".

I parenti affermano che cinque anni fa l'anziana ha perso la sua unica figlia rimasta, Tamara, vissuta fino a 104 anni. Koku non parla della tragedia della sua famiglia ma ha perso diversi figli, tra cui uno di sei anni. Ma la donna ricorda bene le varie guerre e vicende storiche che hanno segnato la sua vita "Sono sopravvissuta attraverso la guerra civile (dopo la Rivoluzione bolscevica), la Seconda Guerra Mondiale, la deportazione della nostra nazione nel 1944 e due guerre cecene. E ora sono sicura che la mia vita non è stata felice. Ricordo i carri armati con i tedeschi che passavano da casa nostra. Fu spaventoso. Ma ho cercato di non mostrarlo, ci siamo nascosti in casa".

I funzionari dicono che i suoi documenti sono andati perduti durante la seconda Guerra Cecena dal 1999 al 2009. Tutte le affermazioni, compresa la dichiarazione di Koku, sono perciò impossibili da verificare vista la mancanza di una documentazione attendibile. A oggi, la donna più anziana documentata è una giapponese, Chiyo Miyako, nata il 2 maggio 1901.

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