Social generation

16 Maggio Mag 2018 16 maggio 2018

La domanda che la gente spesso si pone, a oggi, non ha ancora trovato una risposta: investire in pubblicità sui social network quanto permette alle aziende di aumentare le vendite? Chiaro, ci troviamo di fronte a un problema che nessuno (forse) può risolvere veramente, visto che sarebbe lecito chiedersi, a questo punto, la stessa cosa circa l'avere un attore famoso in uno spot tv o una bellissima modella in una pubblicità su un quotidiano.

Ma quella di usare i social è solo uno stratagemma d'immagine? O funziona realmente? Certo, avere un Facebook tappezzato di Fabio Rovazzi sulla nuova Fiat Panda crea nell'immaginario sicuramente un qualcosa (di positivo?), anche se forse sarebbe più semplice pensare che la comunicazione, in senso lato, oggi vive su più piattaforme e in modo differente. Sul quotidiano e alla radio nell'immediato, in tv con l'immagine, sui social network più a lungo e con una platea più dispersiva. Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, però Facebook è entrato nel caos, ma è riuscito a gestire la situazione di crisi in modo ottimale. La domanda: conviene ancora affidare al social di Mark Zuckerberg le nostre vite digitali? E conviene alle aziende proseguire nei loro investimenti su Facebook e Instagram (sempre di Zuckerberg)?

Che il mondo dei social vada regolamentato l'abbiamo compreso, ma quello che appare innegabile è che non è più possibile tornare a un'era pre-Facebook. Anche ora che ci siamo accorti (ma non era già chiaro prima?) che i social non sono uno strumento al servizio della democrazia e non difendono la privacy. E poi, nel calderone, possiamo buttarci dentro tutti i temi che vanno per la maggiore: il monopolio tecnologico delle big tech, le tasse dichiarate in paradisi fiscali, le fake news e il ruolo di editori di Facebook e Google. Discutiamo, ma indietro non si torna. E poi ammettiamolo: la gente dimentica in fretta; e così faranno anche le aziende automotive che continueranno a investire nel digitale. Rimane da chiedersi se questa sia solo una bolla o se, invece, rappresenti presente e futuro dell'auto.

L'impressione, a questo punto, è che si tratti di un modo diverso per provare ad arrivare a un pubblico diverso; con beneficio anche dei bilanci aziendali e, perché no, dell'immagine degli stessi brand.

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