Barzellette e sconcezze Le pagine "segrete" del diario di Anna Frank

Barzellette e sconcezze Le pagine segrete del diario di Anna Frank
17 Maggio Mag 2018 17 maggio 2018

Jacopo Granzotto

«Interesse accademico significativo». Questo il pretesto per il via libera alla pubblicazione di due pagine sconosciute de Il Diario di Anna Frank. Due pagine che proprio non ti aspetti, cancellate dall'autrice probabilmente perché ritenute frivole e sconce. Sono la 78 e 79, a suo tempo coperte con carta gommata marrone e ora, grazie alla tecnologia, rivelate al mondo intero. Sulle due pagine (le uniche coperte dell'intero diario) ci sono 5 righe cancellate, 4 barzellette da lei definite «sporche» e 33 righe su argomenti che hanno a che fare con sesso, prostituzione e contraccezione. Roba forte.

Le pagine furono scritte ad Amsterdam il 28 settembre 1942, Anna Frank aveva solo 13 anni. La decifrazione è stata fatta dai ricercatori del Museo Anna Frank e dell'Istituto per l'Olocausto. Le pagine sono state fotografate, retroilluminate e poi è stato utilizzato un software di elaborazione delle immagini per decifrare le parole. Nella prima pagina, Anna dice che intende scrivere delle «barzellette sporche». Come questa: «Sai perché ci sono ragazze delle Forze armate tedesche nei Paesi Bassi? Per fare da materasso ai soldati». «Le barzellette sporche sono un classico tra i bambini che crescono - commentano dal Museo di Anna Frank - E dimostrano che Anna era una ragazza normale». Quando si parla di sessualità, Anna Frank diventa però più seria. Nella seconda pagina immagina di dover parlare a qualcuno di sesso. Scrive dell'arrivo delle mestruazioni, verso i 14 anni, e delle conseguenze. «Sono il segnale che una ragazza è pronta a fare sesso con un uomo, ma non prima del matrimonio. Dopo, sì. Si può anche decidere se si vogliono avere dei figli o no. Se sì, l'uomo si butta sulla donna e lascia il suo seme nella vagina di lei». Parla, infine, di prostituzione e di omosessualità: «Se gli uomini sono normali vanno con le donne. A Parigi ci sono case grandi per questo. Papà c'è stato».

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