E la spia per le mani è il formicolio

17 Maggio Mag 2018 17 maggio 2018

Le dita gelide e bianche? Non sempre nascondono una vera patologia

Così come le gambe, anche le mani possono fare da campanello d'allarme per alcune malattie e disturbi. Il formicolio alle dita, ad esempio, è un chiaro Sos lanciato dalle dita per dire che arriva poco sangue a un nervo che, probabilmente, è in stato di compressione o sofferenza. Solitamente si tratta del sintomo più caratteristico di una condizione molto frequente, cioè la sindrome del canale carpale.

«Il formicolio si scatena per lo più a riposo - spiega Giorgio Pivato, responsabile di Chirurgia della mano e microchirurgia ricostruttiva della clinica Pio X di Milano - Invece i problemi di artrosi sono funzionali e si avvertono quando si compie un'azione, come ad esempio aprire il coperchio di un barattolo». C'è poi la sindrome delle dita fredde e bianche. «Si chiama fenomeno di Raynaud - spiega Pivato - e, anche se inizialmente può mettere in allarme, non è nulla di patologico. Si tratta semplicemente di una vasocostrizione dovuta al freddo. Può essere il sintomo di una patologia circolatoria solo se associato ad altri sintomi».

I problemi circolatori e di insufficienza venosa coinvolgono con maggior frequenza gli arti inferiori rispetto a quelli superiori che sono più spesso risparmiati perchè vengono sottoposti una minor pressione. Una delle patologie più frequenti della mano è il «dito che scatta»: si tratta di un'infiammazione dei tendini flessori che impediscono a una o più dita di estendersi dopo essersi piegate. Negli stadi iniziali bastano un tutore o un'infiltrazione di corticosteroidi, solo in caso di fallimento può essere consigliato un piccolo intervento chirurgico.

Oppure, esiste il cosiddetto «male delle giovani mamme», cioè la sindrome di De Quervain, un processo infiammatorio della guaina sinoviale dei tendini del pollice. Gli specialisti della mano, stanno anche cercando di educare alla salute delle dita, soprattutto per le categorie professionali che mettono duramente alla prova tendini e muscoli senza sosta. In primis i musicisti.

«A pianisti e violinisti - specifica Pivano - consigliamo sempre di fare stretching prima e dopo aver suonato per diminuire le tensioni muscolari.

E poi suggeriamo di affidarsi a un buon maestro per imparare la postura corretta con cui utilizzare il proprio strumento. Servono pause frequenti e occorre allenare le mani e pensare alla loro salute». Per questo all'ospedale Humanitas vengono organizzati veri e propri percorsi clinici per mantenere le mani bel «oliate».

MaS

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