Genova, sindaco Bucci: "Il manifesto anti-aborto non si tocca"

Genova, sindaco Bucci: Il manifesto anti-aborto non si tocca
17 Maggio Mag 2018 17 maggio 2018

"In Italia c'è la libertà di pensiero". Questa la risposta del primo cittadino del capoluogo ligure a chi chiedeva la rimozione del manifesto anti-abortista. Decisione opposta a quella presa per un'iniziativa simile dal sindaco Raggi

Genova non è come Roma. E il manifesto anti-aborto che tante polemiche ha suscitato in città non sarà rimosso. È questa la decisione presa dal sindaco del capoluogo Marco Bucci, che a margine della presentazione della prossima edizione del Salone Nautico ha spazzato via gli ultimi dubbi sull'ipotesi di dare corso alle richieste presentate da Pd e Camera del Lavoro di disporre la rimozione del cartellone pubblicitario fatto appendere dall'associazione ProVita.

"In Italia ci sono libertà di pensiero e di espressione, cose che talvolta a me negano, ma andiamo avanti lo stesso: c'è la libertà, quindi non mi sembra il case di intervenire su queste cose". Queste le dichiarazioni rese dal primo cittadino genovese, che a differenza della sua collega capitolina Virginia Raggi non darà mandato al Comune per rimuovere il manifesto che tante polemiche aveva suscitato in città. Infatti, subito dopo la comparsa del cartellone, c'era stata un'immediata levata di scudi delle opposizioni.

Il Pd, infatti, aveva chiesto addirittura l'intervento del Garante dell'infanzia e del Difensore civico, sostenendo che "il maxi-manifesto contro l'aborto affisso in corso Buenos Aires è inopportuno e lesivo della sensibilità delle donne e di ognuno di noi: immagine e messaggio scelti costtuiscono un attacco alle donne". "Abortire non è un reato", la posizione espressa dalla Cgil.

Parole a cui Forza Nuova, considerata vicina alla onlus ProVita che ha promosso l'affissione del manifesto pubblicitario, aveva risposto chiedendo di "prendere esempio da chi non accetta sudditanze alle lobbies abortiste e antipopolari di Bruxelles e invitiamo la CGIL a preoccuparsi della difesa dei diritti delle madri piuttosto che a rimuovere un manifesto".

La posizione espressa dal sindaco Bucci è stata confermata da Francesca Corso, consigliera comunale della Lega Nord e presidente della Commissione pari opportunità: "Nessuna offesa nell'affiggere un manifesto che oltretutto non dichiara nulla di falso, preso atto dell'evidente messaggio di invito alla riflessione prima di compiere un gesto estremo comel'aborto", ha dichiarato Corso.

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