La rivincita dell'Atletico firmata Griezmann L'altra Europa è sua

La rivincita dell'Atletico firmata Griezmann L'altra Europa è sua
17 Maggio Mag 2018 10 giorni fa

Dopo due finali Champions perse, conquista l'Euroleague. Un francese stende il Marsiglia

Marcello Di Dio

Le Petit Diable (il piccolo diavolo) è il soprannome nato ai tempi della Real Sociedad. E Antoine Griezmann, il diavolo, lo ha fatto sul campo di Lione, guidando con i suoi gol l'Atletico Madrid al tris in Europa League. Ma anche sul pullman che portava i Colchoneros allo stadio, inventandosi dj con la musica a tutto volume seduto in ultima fila.

Nell'impianto di Decines l'attaccante aveva già segnato una doppietta due anni fa nell'ottavo dell'Europeo contro l'Irlanda. Allora l'avventura finì male, con il ko dei Galletti nell'atto conclusivo con il Portogallo. Stavolta c'è stato il lieto fine e per Griezmann è il più dolce degli addii all'Atletico Madrid. Quest'estate - dopo il Mondiale - cambierà maglia, il forcing del Barcellona (favorito) e di altri club si fa sempre più insistente. Dal 1° luglio, poi, la clausola rescissoria del contratto firmato fino al 2022 scenderà da 200 a 100 milioni (il 20 per cento dei quali andrà nelle casse della Real Sociedad) e sarà allora che il suo trasferimento sarà definito.

Griezmann, originario di Macon che dista solo 60 chilometri e 45 minuti di auto da Lione, per paradosso non ha mai giocato in club francesi (fu scartato nei provini a causa dell'altezza e della sua struttura fisica troppo esile). Da ragazzino tifava proprio Marsiglia, squadra che ieri ha castigato con due gol dei suoi, diventando il 21° giocatore della storia delle coppe a segnare una doppietta in finale. Il tutto nella notte amara dell'amico Payet che dopo aver toccato la coppa da 15 chili mentre entrava in campo - la scaramanzia non lo consiglia - ha dovuto arrendersi per infortunio mezz'ora dopo il fischio di inizio. E ora il trequartista, re degli assist in quest'edizione, rischia anche di saltare l'appuntamento in Russia.

L'Europa League resta dunque un feudo spagnolo: sei vittorie in nove edizioni, con l'Atletico Madrid che eguaglia il Siviglia per numero di successi, tre. E secondo trofeo vinto da Diego Simeone che vive in tribuna come un leone in gabbia la sua gara numero 80 da allenatore nelle competizioni europee. Nessuno ha fatto come il «Cholo» nelle ultime sette stagioni, nemmeno Mourinho e Guardiola: quattro finali e il 62 per cento di vittorie.

Il Marsiglia di Garcia inizia bene e con un giusto atteggiamento tattico in campo che mette in difficoltà l'Atletico, guidato in panchina da Burgos, il vice di Simeone. Germain spreca un gol fatto dopo appena quattro minuti, ma l'errore che fa girare il match a favore dei Colchoneros è quello di Anguissa che non stoppa il pallone rilanciato da Mandanda, consentendo a Gabi, uno dei pretoriani di Simeone, di lanciare in porta Griezmann. Che poi concederà il bis a inizio ripresa, chiudendo la pratica. E dopo il palo di Mitroglou, arriverà anche il 3-0 dello stesso Gabi. Il Marsiglia perde la terza finale di fila nell'Uefa-Europa League, l'Atletico interrompe il digiuno di vittorie in terra francese che durava dal settembre 1961, pur avendo trionfato a Montecarlo contro Inter e Chelsea. La festa si terrà domani pomeriggio a Madrid perchè, come dicono in casa Atletico, «è il Real a festeggiare di notte, noi lo facciamo alla luce del giorno».

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