Presi i ladri delle palestre: colpivano in centro

17 Maggio Mag 2018 17 maggio 2018

Entravano senza badge per sottrarre orologi di pregio e portafogli dalle cassette di sicurezza

Paola Fucilieri

Gli investigatori dell'Ufficio prevenzione generale (Upg) non sanno ancora capacitarsi di come abbiano potuto eludere il «muro» dei tornelli, la cui apertura è subordinata al possesso di un badge strettamente personale, da strisciare per poter far ingresso nella struttura. Tuttavia, anche se si può, al momento solo supporre, che esistano - oltre a un complice già identificato e considerato latitante - una o più persone che possano aver favorito i malviventi in questione in un modo non difficile da intuire, Giacomino Iussi e Stefano Pellerino, zingari italiani rispettivamente di 48 e 46 anni ora sono in carcere per furto aggravato. Trattasi di cosiddetti «ladri sportivi», come li ha definiti ieri mattina la dirigente della questura Maria José Falcicchia, ritenuti responsabili di una serie di colpi all'interno di cassette di sicurezza di centri fitness e benessere tra la Lombardia, il Piemonte e la Liguria. Nel dettaglio, oltre all'arcinoto club milanese «Virgin» di piazza Cavour - da cui, dopo la denuncia nel novembre scorso, la polizia si è mossa per le proprie indagini - anche altre palestre di Cavenago Brianza (Monza), Nichelino (Torino), Savona nonché, a marzo, la spa del centro benessere del lussuoso hotel di corso di Porta Nuova «Palazzo Parigi».

Iussi, un pregiudicato residente in un campo rom di Carmagnola (Torino), si occupava della parte «tecnica», entrando nelle strutture e scassinando le cassette di sicurezza riservate ai clienti. La polizia ha documentato il furto di due orologi Rolex e di un Audemars Piguet per un valore totale di 40mila euro, quindi la sparizione di un altro orologio della Seiko, di cellulari, portafogli con documenti, denaro contante, carte di credito. Queste ultime venivano poi riutilizzate nel giro di poco più di 40 minuti da Pellerino che - grazie al suo background di incensurato - poteva staccare la foto sulla carta d'identità dei derubati per apporne una delle sue per fare acquisti di pregio. Come nella boutique «Chanel» di via Sant'Andrea (una borsa da 9mila euro), in un'orologeria di via dell'Orso (un altro esemplare di Rolex da polso, valore 8.800 euro) o in prelievi, come quello dal bancomat di un'agenzia del Credito Cooperativo in via Gioia. Operazioni che, grazie al furto dei telefonini, permetteva ai ladri di avere ampi margini di tempo rispetto ai legittimi proprietari delle carte di credito, impossibilitati a ricevere l'«sms» che segue gli acquisti non in contanti. Secondo la polizia i ladri progettavano un furto ancora in un club «Virgin», alla Bicocca.

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