Sempre più anziani e poveri E spariscono operai e artigiani

Sempre più anziani e poveri E spariscono operai e artigiani
17 Maggio Mag 2018 17 maggio 2018

Siamo il secondo Paese al mondo per indice di vecchiaia Su gli occupati, le biblioteche tenute in vita dai ragazzi

Una popolazione più occupata ma più povera, sempre più anziana e diversa tra Nord e Sud. Con una ricchezza, però, che altri Paesi non hanno: le relazioni sociali. È la fotografia dell'Italia che emerge dal 26esimo rapporto annuale Istat riferito al 2017.

LAVORO (E LAVORI) Sono positivi i dati che riguardano l'occupazione. Cresce il numero degli italiani che hanno un lavoro (265mila in più rispetto al 2016, +1,2%), ma più al Settentrione. Il tasso di disoccupazione cala dall'11,7% all'11,2%, nonostante rimanga sotto il livello del 2008 e ancora lontano dalla media Ue (7,3%). Il riavvicinamento alle cifre pre-crisi è dovuto esclusivamente alla maggiore occupazione femminile (+404mila unità): ha un impiego il 48,9% delle donne, quasi una su 2, contro la media europea del 62,4%. A cambiare sono anche i tipi di impieghi: sempre più servizi e commercio (+13,9% dal 2008 al 2017) e meno operai e artigiani (-16,2%). E cambiano anche i modi per trovarlo, il lavoro: l'87,5% dei disoccupati si affida infatti a canali informali, cioè reti personali, parenti, amici e conoscenti.

ECONOMIA Se ripresa e occupati salgono, aumenta però la povertà. Secondo le stime preliminari, nel 2017 l'8,3% degli italiani (contro il 7,9% del 2016) viveva in condizioni di povertà assoluta, pari a 1,8 milioni di famiglie e 5 milioni di individui. Cresce anche la disparità dei redditi. C'è però un valore aggiunto che l'Italia può vantare: le reti di relazioni tra persone e attori sociali. Il 78,7% delle persone dai 18 anni in su dichiara di poter fare affidamento almeno su un parente, un amico o un vicino, mentre un italiano su 3 ha dato almeno un aiuto gratuito nelle 4 settimane precedenti l'intervista Istat. Si moltiplicano anche le organizzazioni no-profit, +11,6% rispetto a 6 anni fa.

SEMPRE PIÙ VECCHI Per il terzo anno consecutivo la popolazione italiana diminuisce (nel 2017 di quasi 100mila persone rispetto all'anno precedente), e per il nono anno di fila calano le nascite, che segnano un nuovo minimo storico: 464mila, il 2% in meno rispetto al 2016. E così l'Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo - primo è il Giappone - con una stima di 168,7 anziani ogni 100 giovani. Non aiutano, in questo, nemmeno gli stranieri: pur continuando a fare in media più figli delle coppie italiane, è dal 2012 che il loro contributo in termini di nascite è in calo.

SANITÀ A DUE VELOCITÀ Il divario tra i due capi della penisola si vede anche nella qualità del sistema sanitario, a partire dai posti letto disponibili (calati comunque a livello nazionale) per arrivare alla presenza o meno di strutture ospedaliere e reparti specializzati, concentrati al Centro-Nord. Gli abitanti di Molise, Basilicata e Calabria sono quelli che si spostano di più per questioni di salute, e sono anche i più insoddisfatti sul tema. Le regioni più attrattive sono la Lombardia e l'Emilia-Romagna.

TEMPO LIBERO Dal rapporto Istat emerge che la vita culturale degli italiani è direttamente proporzionale al coinvolgimento nelle reti di amici e famigliari, che hanno un effetto trainante, e al titolo di studio posseduto. Sul fronte della lettura, invece, gli italiani si salvano grazie ai più piccoli: i ragazzi delle scuole medie rappresentano il 42% dei frequentatori delle biblioteche. Sono invece poco più di 17 milioni le persone dai 6 anni in in su (29,9%) che nel 2017 hanno visitato almeno un museo o una mostra.

Commenti

Commenta anche tu