Tim fa -4% in Borsa, occhi sui conti

17 Maggio Mag 2018 7 giorni fa

Gli analisti vedono margini in calo e più debito. E c'è il faro Agcom sulle bollette

Maddalena Camera

Telecom ha ceduto il 4% in Borsa nel giorno in cui il cda era riunito per approvare i conti del primo trimestre e completare la governance dopo il passaggio di consegne al vertice tra i francesi di Vivendi e il fondo attivista americano Elliott. In una giornata già condizionata dalle indiscrezioni relative alla bozza del programma di governo Lega-M5s, non ha infatti aiutato il consensus degli analisti. Secondo i quali i ricavi di Tim sono scesi del 2,7% a 4,7 miliardi, con un margine operativo lordo in flessione dell'1,6% a 1,96 miliardi per la prima volta dal 2016. E il debito in crescita di circa 300 milioni circa a 25,57 miliardi. Cui si è aggiunto il fatto che l'Agcom ha avviato un procedimento sanzionatorio per verificar il rispetto del diritto di recesso della stessa Tim e Wind Tre nell'ambito dell'attività di vigilanza sul ripristino della cadenza mensile della fatturazionei. Per arrivare alle sanzioni ci vorranno 150 giorni ma potrebbero essere pesanti, fino a oltre un milione di euro. Nella tarda serata ieri, mentre questo giornale stava andando in stampa, Tim non aveva ancora diramato alcun comunicato. Stando sempre alle stime degli analisti, a pesare sui conti ci potrebbero però essere alcune partite straordinarie. Inclusa la multa da 74 milioni recentemente comminata a Tim per non aver comunicato al governo il controllo e coordinamento di Vivendi.

E poi ci sarebbe il cambio sfavorevole con il Brasile e i nuovi principi contabili. Per contro il fatturato di Tim in Italia dovrebbe mostrare una leggera crescita pari allo 0,4% a 3,6 miliardi dato che sono aumentati i clienti domestici sui sul fisso sia sul mobile. Se ne saprà di più alle due di questo pomeriggio, quando l'ad Amos Genish, cui ha confermato la fiducia Elliott, presenterà al mercato la trimestrale, l'ultima della gestione a «trazione francese».

Gli equilibri di governance vedono infatti il fondo Elliott guidare i giochi nel board con 10 consiglieri su 15, mentre l'azionista di maggioranza Vivendi ne ha cinque. Ma i francesi, cui fa capo oltre un quinto del capitale di Tim (24% circa), hanno ancora in teoria sulla carta i numeri per proporre all'assemblea dei soci una eventuale revoca degli amministratori.

Ieri comunque il nuovo cda presieduto da Fulvio Conti ha cominciato a lavorare costituendo i nuovi comitati, invariati rispetto al passato. Ossia quello Strategico, Controllo e rischi, Nomine e remunerazione che di cui è stato nominato presieduto Alfredo Altavilla, il manager del gruppo Fca che Elliott ha voluto nella sua lista.

Nasce inoltre un nuvo Comitato per i Rapporti con parti correlate affidato a Lucia Morselli. Un aspetto, quello dei rapporti con le parti correlate, tra i più delicati della vecchia gestione francese. Resta inteso che la maggioranza dei consiglieri ha potenzialmente in mano la possibilità di modificare la formazione della squadra selezionata da Genish che, da quando è arrivato in Tim, ha cambiato volto all'organigramma al vertice. Tra le certezza c'è invece il proseguo dell'iter per lo scorporo della rete, su cui conta molto la Cassa depositi e prestiti, che ha comperato il 5% di Tim in appoggio a Elliott.

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