Buffon, lettera commovente di Totti "Caro Gigi, noi diversi ma uguali"

Buffon, lettera commovente di Totti Caro Gigi, noi diversi ma uguali
18 Maggio Mag 2018 18 maggio 2018

A ventiquattro ore dalla conferenza stampa di Buffon, nel quale ha comunicato che la prossima sarà l'ultima partita in bianconero, arriva il messaggio di affetto di Totti

Rivali da sempre, amici e campioni del mondo con la Nazionale, un rapporto - quello tra Buffon e Totti - che si arrichisce di un nuovo capitolo: l'addio del portiere a 12 mesi circa rispetto al secondo. E così l'ex dieci romano ha deciso di prendere carta e penna e scrivere una lettera all'amico.

"Caro Gigi..."

"Mi sono sempre trovato a mio agio a ruoli invertiti: io che ostinatamente non riuscivo a staccarmi dalla mia maglia, tu che hai sempre provato a trasmettermi la tua razionalità. Per me è stato difficile, a tratti straziante, chiudere il cerchio -ammette nella missiva pubblicata su La Gazzetta dello Sport - E ora che hai annunciato il tuo addio alla Juventus, caro Gigi, mi sento scaraventato di nuovo nelle sensazioni di dodici mesi fa. Non posso dirti cosa proverai domani, nel tuo stadio. Neanche so cosa ti frullerà nella testa nelle ore successive, quando deciderai se andare avanti o fermarti. Ognuno elabora le cose a modo proprio".

Riga dopo riga, Totti ripercorre i giorni in cui decise di lasciare, avvertondo l'amico su quello che proverà: "Ma sono certo che in questi giorni ti capiterà di riavvolgere il nastro della tua carriera. Ed è bello pensare che nei nostri rispettivi film abbiamo avuto entrambi una parte. Ci siamo incrociati da piccoli, siamo diventati a poco a poco capitani e uomini. Abbiamo difeso la stessa maglia, quella azzurra. E lottato rispettivamente per l’altra pelle: quella giallorossa io, quella bianconera tu".

I ricordi sono ancora freschi e provocano ancora emozioni forti. Totti non lo nasconde e spiega: "Faccio fatica a ripercorre tutto con ordine, ma il vortice che ne esce fuori è davvero travolgente: vedo le notti mondiali, la Coppa verso il cielo di Berlino, i nostri abbracci; li mescolo a un cucchiaio e a un paio di bordate che ti ho rifilato… e a qualche parata che ti potevi pure risparmiare! E ti dico grazie, per l’avversario e il compagno che sei stato". La lettera si chiude con un post scriptum: "Se nei prossimi giorni avrai bisogno di un consiglio, fammi uno squillo. Per te ci sarò sempre".

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