"Burning", che bel giallo "arrabbiato"

Burning, che bel giallo arrabbiato
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18 Maggio Mag 2018 18 maggio 2018

Un terzetto di giovani, nella Corea del sud. Jongsu e Haemi sono stati amici d'infanzia e poi si sono persi di vista, Ben è di qualche anno più grande e molto più ricco, una Porsche, una bella casa...

Un terzetto di giovani, nella Corea del sud. Jongsu e Haemi sono stati amici d'infanzia e poi si sono persi di vista, Ben è di qualche anno più grande e molto più ricco, una Porsche, una bella casa... I primi due si rincontrano per caso, si mettono insieme, poi lei parte, una vacanza a lungo attesa, in Africa, da cui torna appunto con il terzo, che lo affascina e che sembra stare bene con lei. «Il segreto della vita è divertirsi» è la filosofia di quest'ultimo: «Quando arriva la noia cambio compagnia».

Jongsu aspira a scrivere romanzi, ma per il momento fa il fattorino, Haemi non ha un impiego fisso e pensa che la realtà esiste se la nostra fantasia lo vuole. Anche Ben ha una sua passione segreta: è un piromane, adora dare fuoco a serre abbandonate. Un giorno la ragazza scompare e l'ex fidanzato comincia a pensare che dietro quella sparizione ci sia proprio Ben, «l'uomo del fuoco». Alla fine sarà proprio un rogo purificatore a concludere l'indagine, ma ad appiccarlo sarà l'aspirante scrittore...

Ispirato da un romanzo di Haruki Murakami, Burning, di Lee Chang-dong, in concorso, è un film sulla rabbia giovanile. Ben costruito e girato, sorta di giallo piscologico, dura però mezz'ora di troppo.

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