Cancellazione della tassa di soggiorno? Assessore in allarme: «Cultura a rischio»

18 Maggio Mag 2018 18 maggio 2018

Milano incasserà quest'anno almeno 45 milioni. Match con la Lega

Nel 2015, il grande anno di Expo, il Comune aveva incassato 43 milioni di euro dalla tassa di soggiorno. E l'Esposizione Universale (ma anche lo sviluppo urbanistico più recente) ha fatto da grande volano per il turismo in città, tanto che nel 2016 nella casse di Palazzo Marino anche senza Expo sono entrati solo due milioni e mezzo in meno e nel 2017 l'imposta sul turismo ha garantito circa 42 milioni. Per l'anno in corso l'assessore al Bilancio Roberto Tasca ha ipotizzato addirittura 45 milioni di incassi. Si comprende l'agitazione dell'assessore alla Cultura Filippo Del Corno nello scoprire dalla lettura della bozza di governo tra Lega e M5S che c'è tutta l'intenzione di abolire la tassa di soggiorno introdotta nel 2011 dall'allora governo Berlusconi. «Sarebbe una misura gravissima per la cultura nel nostro Paese, finanziata grazie agli incassi della tassa versata in massima parte da turisti extracomunitari - ha attaccato ieri Del Corno -. Basti pensare che la spesa corrente per la Cultura a Milano si aggira intorno ai 35 milioni, è più o meno equivalente. Significherebbe l'azzeramento quasi totale dei capitoli dedicati alla promozione culturale della città». L'assessore sostiene che «nessun Comune sarebbe in grado di tenere aperti musei e biblioteche, di organizzare attività espositive, di sostenere teatri e auditorium». Meno tranchant il sindaco Beppe Sala anche se ammette che «le preoccupazioni sono lecite. Certo è che guardiamo con grande attenzione alla nascita del governo e dei programmi perché per quanto Milano abbia un buon livello di autonomia operativa ha bisogno di un governo e con esso si deve relazionare. Come tutti anch'io sono molto ansioso di capire cosa succederà».

Il capogruppo della Lega in Comune Alessandro Morelli, che anche deputato e fedelissimo di Salvini, invita Sala a «mettere in sicurezza le periferie, a non alzare il biglietto Atm a 2 euro e ad investire sul futuro della città piuttosto che pensare alle tasse». La «patologica bulimia di potere degli esponenti Pd - continua - li costringe a commentare persino le bozze incomplete dei programmi di altri. Abbiamo sempre detto che la tassa di soggiorno deve essere rivista per arrivare ad essere un investimento di scopo a favore del turismo e l confermiamo, mentre la tensione della giunta dimostra che se non ci fosse questa imposta non saprebbe dove prendere i soldi per la Cultura, visto che il Pd spende soldi del bilancio per sostenere l'immigrazione selvaggia».

ChiCa

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