Una gara tra youtuber e giallisti

Una gara tra youtuber e giallisti
27 Maggio Mag 2018 27 maggio 2018

Cambio al vertice della classifica: Joël Dicker, con La scomparsa di Stephanie Mailer (La nave di Teseo), si aggiudica la prima posizione con 9mila e quattrocento copie. Dicker, del resto, coniuga sempre il vantaggio della trama thriller con una scrittura di livello alto e quindi non stupisce che sia in salita (la settimana scorsa, al suo esordio era al terzo posto). Al secondo posto resiste sempre lui, Antonio Manzini, con L'anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (Sellerio). Vende più di 6mila e cinquecento copie, solo trecento meno della settimana scorsa, confermando che quest'estate potrebbe essere lui il giallista da battere. In calo più marcato Maurizio De Giovanni con Sara al tramonto (Rizzoli), ormai è al nono posto con 3mila e duecentocinquanta copie circa. Mentre torna ad affacciarsi in top ten la regina del giallo spagnolo Alicia Giménez Bartlett con Mio caro serial killer (Sellerio): si aggrappa al decimo posto con 2mila e seicentoquarantuno copie. Questo dà l'idea di quanto funzionino bene i gialli, almeno in termini di classifica. Hanno ragione gli editori a scommettere su questo genere snobbandone altri? Il dibattito tra addetti ai lavori è rovente da anni. Per ora la soluzione non c'è, ma i lettori hanno comunque le idee chiare: comprano quando c'è un'indagine.

I lettori tra i 15 e i 18 anni comprano, invece, i libri sfornati dagli youtuber. L'ultima in ordine di tempo è Elisa Maino che è in libreria con #Ops (Rizzoli) e che vende ben 5mila e centottantacinque copie che le consentono di raggiungere il quarto posto. Ma gli addetti ai lavori, di youtuber parlano poco perché evidentemente non saprebbero cosa dire. Ma giusto per dare l'idea: Paolo Giordano, il vincitore del Premio Strega nel 2008, si deve accontentare di un sesto posto conquistato faticosamente con Divorare il cielo (Einaudi, quattromila copie più spiccioli). Ma ormai bisogna prenderne atto, il cielo non è più rosso come ai tempi di Giuseppe Berto, è giallo. E a divorarselo sono dei ragazzini venuti dalla rete, non chi discetta di numeri primi.

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