La terapia della balera «aggiusta» testa e cuore

7 Giugno Giu 2018 07 giugno 2018

Maria Sorbi

È meglio della palestra e di qualsiasi massaggio o cura drenante. Fa bene a cuore, cervello e spirito. Da praticare almeno una volta alla settimana, preferibilmente la sera d'estate. È la terapia della balera, consigliatissima da tutti i medici per rimanere in forma.

Innanzitutto perché farsi due risate in compagnia e ascoltare musica è un toccasana (a volte più efficace dei farmaci) contro la solitudine e la depressione di cui soffre almeno il 20% degli over 65. E poi perché il movimento fa bene un po' ovunque: alle ossa, al tono muscolare, alla schiena, alla circolazione. Combatte le vene varicose e contribuisce a prevenire infarti e attacchi ischemici. E dà una mano anche a far fronte a malattie croniche come Parkinson e Alzheimer.

«Noi raccomandiamo di fare movimento a qualsiasi età - commenta Francesco Landi, geriatra al Policlinico Gemelli e consulente scientifico della rete di ricerca Italia Longeva -, anche a chi è stato sedentario fino a 70 anni senza fare sport. Non è mai troppo tardi per cominciare e il ballo è l'ideale per spronare anziani e non ad alzarsi dal divano. Il liscio è paragonabile a una bella camminata, lenta o veloce a seconda del ritmo. Poi ci sono i balli più sostenuti, come la mazurca, paragonabile a una corsa. Ovviamente ognuno deve trovare il suo giusto ritmo, senza esagerare, soprattutto se ha problemi di cuore».

Landi sfata anche un luogo comune secondo cui chi soffre di diabete o di ipertensione si debba tenere lontano dal movimento fisico. «È assolutamente il contrario - sostiene - il movimento è molto consigliato, ovviamente in versione leggera. Basta che il medico adatti la terapia al tipo di vita del paziente. La cosa importante è che ognuno trovi il proprio equilibrio».

ADDIO DIVANO

Insomma, non esistono più alibi e ogni occasione estiva sarà buona per «seguire i consigli del medico»: feste di paese, saghe, balere all'aperto. L'ideale sarebbe lanciarsi in walzerini e polka almeno una o due volte a settimana. In generale infatti, le regole del benessere consigliano, a prescindere dall'età, almeno 30 minuti di camminata a passo sostenuto ogni giorno e un paio d'ore di palestra alla settimana. Controindicazioni della terapia della balera? Nessuna, ci vuole solo qualche accortezza in più, soprattutto per chi è più anziano: compensare la sudorazione con molta a acqua o integratori a base di sali minerali, riposarsi ogni tanto, senza aver la pretesa di ballare senza sosta come a 40 anni.

Ballare dà una mano anche a chi convive con patologie croniche come Parkinson e Alzheimer. L'ideale è il tango, più lento rispetto ad altri balli, ma assolutamente coinvolgente per corpo e mente. Ai malati di Parkinson, la cura alla «argentina» aiuta a mantenere stabilità ed equilibrio. I ricercatori della Washington University di Saint Louis, negli Stati Uniti, hanno dimostrato che i movimenti si sono rivelati utili perché hanno migliorato stabilità e deficit dell'andatura nei pazienti, molto più di quanto non facciano il Tai Chi o altre attività fisiche. Anche i malati di Alzheimer (nella forma ancora lieve) possono trarre benefici dalla pista da ballo perché seguire un'attività di coordinazione motoria li obbliga a esercitare la memoria per ricordare i passi senza che maturino ansia perché non sono più padroni della loro mente.

I PIÙ PIGRI D'EUROPA

La cura al ritmo di Raoul Casadei calza a pennello con le indicazioni riassunte dall'Organizzazione mondiale della sanità per combattere la sedentarietà. Nel piano 2016-2025, viene detto a chiare lettere che l'inattività è considerata il quarto fattore di rischio per la mortalità a livello globale. Per altro con un impatto negativo evidente sulla sanità pubblica. Gli italiano risultano i più pigri d'Europa: il 60% ammette di non praticare sport, contro una media europea del 42%. «Tante volte ci si iscrive in palestra ma si va solo per qualche settimana perché non ci si diverte - considera Francesco Landi - La forza della balera sta proprio qui: chi la frequenta lo fa con costanza perchè nel ballo trova coinvolgimento, piacere e socialità». Combattendo anche il male peggiore della «terza età»: l'isolamento. E non c'è cura migliore del sorriso per stare meglio.

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