L'Impresa di Premuda, il capolavoro di Luigi Rizzo e della Marina Italiana

L'Impresa di Premuda, il capolavoro di Luigi Rizzo e della Marina Italiana
9 Giugno Giu 2018 09 giugno 2018

Ricorre il centenario dell'Impresa di Premuda che sancì la definitiva supremazia navale della Regia Marina, spalancando le porte alla vittoria finale

Il 10 giugno, giorno dell’Impresa di Premuda, si celebra la Giornata della Marina Militare Italiana. Un secolo fa due Mas sotto il comando del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo intercettarono l’imponente flotta austriaca al largo dell’isola di Premuda (oggi in Croazia); manovrati con estrema perizia riuscirono nell’impresa di affondare la corazzata imperiale Santo Stefano (Szent Istvàn). Evento che sancì la supremazia navale della Regia Marina e permise di ottenere il completo controllo del mare Adriatico, spalancando le porte al vittorioso epilogo.

La disfatta di Caporetto, con le sue innumerevoli perdite, la ritirata forzata da quelle cime faticosamente sottratte agli austriaci e l’avanzamento di persone inadatte al comando, Badoglio in primis, aveva causato un contraccolpo sul morale delle truppe al fronte minandone profondamente la fiducia, con l’esito del più grande cimento d’Italia che sembrava tristemente scritto.

Nel periodo più buio del conflitto, il Capitano Luigi Rizzo, al comando dei Mas, si rese protagonista di diverse imprese eroiche sfruttando le brillanti capacità tecniche del Motoscafo Anti Sommergibile (o Motoscafo Armato Silurante). Gioiellino italiano in grado di raggiungere i 24 nodi, particolarmente adatto ai fondali bassi, progettato per azioni di sminamento e forzamento dei porti austriaci, oltre che al pattugliamento contro i mezzi sottomarini impiegati in maniera sempre più cospicua dall’impero asburgico.

Nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1917 due Mas comandati dal Capitano Luigi Rizzo affondarono a Trieste la corazzata Wien. Sempre Luigi Rizzo insieme a Gabriele D’Annunzio e Costanzo Ciano il 10 febbraio riuscirono a penetrare nelle difese austriache nella celebre “Beffa di Buccari” che riaccese le speranze al fronte. Ma, dopo aver sventato un’incursione nemica mirata alla cattura dei Mas, è il 10 giugno che il Capitano siciliano fu protagonista della più grande impresa navale della nostra storia.

Le forze italiane, aiutate da quelle francesi e inglesi erano riuscite a costituire un blocco navale nel canale di Otranto, mirato ad impedire le operazioni nemiche. Tra l’8 e il 9 giugno un’imponente flotta austriaca salpò dal porto di Pola con l’obiettivo di attaccare e distruggere il blocco. La regia Marina sfruttando le capacità dei motoscafi stava perlustrando la costa dalmata in una missione di smantellamento di eventuali campi minati, quando nelle prime ore del mattino del 10 giugno, sulla rotta del ritorno, gli equipaggi dei Mas avvistarono, al largo dell’isola di Premuda, i fumi delle imbarcazioni nemiche.

Il Capitano Rizzo, mettendo i due Mas (15, esposto nel Sacrario delle Bandiere al Vittoriano, e 21) in ombra dalle prime luci dell’alba, decise di attaccare la formazione austriaca puntando alla massima velocità le corazzate, l’obiettivo più importante e pericoloso. Con grande coraggio e perizia riuscirono a sganciare i siluri che affonderanno la Santo Stefano e danneggeranno la Tegetthoff; impegnati nelle manovre evasive per sfuggire al fuoco nemico i Mas sono costretti ad una rocambolesca fuga che si concluderà al porto di Ancona senza perdite italiane, ma non potranno confermare l’affondamento. Solo con il passare delle ore ogni dubbio verrà fugato.

"La Grand Fleet (la flotta britannica, ndr) porge le più sentite congratulazioni alla flotta italiana per la splendida impresa condotta con tanto valore e tanta audacia contro il nemico austriaco" Sono le parole riportate sul comunicato fatto giungere dall’ammiraglio inglese, rimasto colpito da ciò che era stato fatto, alla Regia Marina.

In seguito, si seppe che a bordo della corazzata Tegetthoff furono fatti imbarcare dei cronisti austriaci che avrebbero dovuto filmare il facile trionfo, ma le immagini da loro raccolte testimonieranno di un ben altro esito. Le navi austriache vennero definitivamente richiamate in porto e non furono più impiegate nella restante parte del conflitto. L’Italia aveva ottenuto il dominio dell’Adriatico. La supremazia navale fu netta.

La Beffa di Buccari, l’Impresa di Premuda e il Volo su Vienna, infiammando i cuori al fronte sovvertirono le sorti di un conflitto, spalancando le porte al vittorioso epilogo.

Memento Audere Semper (Gabriele D'Annunzio)

Tags

Commenti

Commenta anche tu