"Io, ex manager bibliofilo offro un mondo da sfogliare"

Io, ex manager bibliofilo offro un mondo da sfogliare
12 Giugno Giu 2018 10 giorni fa

Andrea Kerbaker racconta il progetto nato sette anni fa: un luogo di letture, incontri e mostre tutte di carta

Cesare Pavese scriveva che il sogno è una costruzione dell'intelligenza a cui il costruttore assiste senza sapere come andrà a finire. E il sogno di Andrea Kerbaker, una carriera in grandi aziende come Telecom e Pirelli e un'infinita passione per i libri, non si sarebbe certo mai realizzato se il sognatore si fosse fatto troppe domande; prima fra tutte (molto manageriale), quale sarebbe stato il destino della carta stampata nella società multimediale. «La risposta me la diede un mio compagno di scuola quando, entrato per la prima volta nel vecchio magazzino dove custodivo alcune migliaia dei volumi che collezionavo fin da bambino, mi disse: questa è la tua vita e non farti troppe domande». E poichè la vita non ha senso senza una casa, l'ex manager bibliofilo decise che la «Casa» doveva nascere aperta a tutti, a cominciare dai bambini. La casa, anzi la Kasa dei Libri, è nata sette anni fa in un appartamento a Largo de Benedetti 4, in zona Isola. Inizialmente era soltanto su un piano («il mio ufficio»), poi Kerbaker riuscì ad ottenerne altri due, collegati da una scala interna. Qui si è materializzato il sogno di chi il libro lo ha sempre amato - senza esserne geloso - per i suoi contenuti ma anche per il suo essere oggetto, anzi opera d'arte. È infatti questo un luogo unico in città per il modo trasversale e mai erudito di fare cultura. «Qui ci si incontra, si dialoga, si legge, si fanno mostre, si bever un bichiere ma soprattutto si sfoglia», dice Kerbaker che nella Kasa mette a disposizione della città la sua collezione di oltre 30mila libri, tra cui rarità e edizioni uniche di libri d'artista. Il motto di Kerbaker, che vi ha dedicato addirittura un decalogo, è «Vietato annoiare». Tra i punti salienti, alcune massime che piacerebbero al fondatore del Giornale Indro Montanelli come: «Non si spiega, si racconta», «Niente parole incomprensibili al 90 per cento della popolazione», e ancora, «Le didascalie non oltrepassano mai le 10 righe». Insomma, la cultura come strumento di relazione prima ancora che di conoscenza. Kerbaker - che è anche scrittore di saggi, docente universitario, nonchè direttore dell'ultima edizione della fiera Tempo di Libri - è convinto che non esiste passione senza condivisione. Non è un caso che tutte le mostre organizzate nella Kasa dei Libri si compongano esclusivamente di materiale di sua proprietà, reperito nel corso dei decennali pellegrinaggi tra mercatini e bancarelle di editoria: ovvero documenti, edizioni rare, grafiche editoriali, locandine, manifesti e persino copertine di dischi. Tra i progetti andati in scena a tutt'oggi, ricordiamo 100 di questi Shakespeare, ovvero cento giornate dedicate al Bardo in occasione dei 400 anni dalle morte, con mostre, incontri, brani teatrali, performance, laboratori per bambini e tanti libri. Ma due vere chicche sono state le mostre Le matite di Matisse, che ha raccontato il volto inedito del maestro fauve attraverso le opere grafiche - gouaches découpées e disegni pubblicate nei libri e sviluppate soprattutto nel periodo della sua invalidante malattia; e ancora Mirò, le parole multicolori, un viaggio nell'universo grafico del surrealista spagnolo, autore di una ricchissima produzione di libri illustrati e d'artista, copertine di riviste, e collaborazioni con testate internazionali.

A settembre, invece, il libro sarà protagonista attraverso il cinema, con una mostra dedicata all'attrice Claudia Cardinale e ai suoi film tratti da romanzi celebri come La ragazza di Bube di Cassola, La pelle di Malaparte, o il Pasticciaccio brutto di Gadda. Come a dire che si può essere multimediali anche senza essere tecnologici...

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