Francia, suicida in carcere Hassala. Passò le armi ad amici dell'attentatore di Nizza

Francia, suicida in carcere Hassala. Passò le armi ad amici dell'attentatore di Nizza
13 Giugno Giu 2018 9 giorni fa

È il secondo detenuto accusato di terrorismo che si toglie la vita nel carcere francese di Fleury-Mergois

Uno dei soggetti arrestati per l’attentato di Nizza del 14 luglio 2016 si è suicidato in carcere; si tratta del trentottenne cittadino albanese Aleksander Hassala.

L’uomo, noto anche in Italia dove aveva vissuto, era detenuto nel carcere di Fleury-Merogis dal dicembre del 2016 ed è stato trovato venerdì scorso impiccato nella propria cella dove era da solo ma non in isolamento. La sua custodia cautelare era stata prorogata pochi giorni fa, ma l’accusa di terrorismo era in procinto di essere lasciata cadere.

Hassala era stato accusato di aver fornito armi a una coppia di albanesi, precisamente Enkeledja Zace e Artan Henaj, entrambi residenti a Nizza, i quali le avrebbero poi rivendute a un amico di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’attentatore di Nizza che uccise 86 persone utilizzando un camion come ariete sulla Promenade des Anglais.

Nella vendita sarebbe stato coinvolto anche un franco-tunisino, tale Ramzi Arefa, uno spacciatore di cocaina e piccolo trafficante che era in contatto con la Zace. Nell’inchiesta era poi entrato anche un cugino di Henaj, un cittadino albanese di 24 anni.

La Zace era tra l’altro già nota alle autorità italiane per traffico di immigrati. Il 28 maggio 2015 la donna era infatti stata arrestata nell’area dell’autoporto di Ventimiglia assieme al tunisino Mohamed Elhoui Aimen. A bordo della monovolume su cui viaggiavano erano stati trovati dieci immigrati clandestini (siriani ed eritrei) che avevano dovuto pagare 50 euro a testa per un passaggio in Francia.

Un investigatore occupatosi dell’inchiesta ha reso noto che non era ancora stato stabilito se Hassala fosse al corrente del fatto che le armi sarebbero finite in mano a dei terroristi.

Aleksander Hassala è il secondo detenuto accusato di terrorismo che si toglie la vita nel carcere francese di Fleury-Mergois; il 22 dicembre 2015 si era infatti suicidato Yassin Salhi, autore dell’attentato di Saint-Quentin-Fallavier del 26 giugno 2015, quando aveva decapitato il suo datore di lavoro e aveva fatto schiantare un furgone contro delle bombole di gas, ferendo due persone.

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