Rubati Rubens e Renoir Acciuffati i cinque ladri

Rubati Rubens e Renoir Acciuffati i cinque ladri
13 Giugno Giu 2018 13 giugno 2018

Finta vendita dei quadri per 26 milioni di euro Ma i capolavori non sono ancora stati ritrovati

Cristina Bassi

Con un colpo da maestri hanno fatto sparire nel nulla due capolavori dal valore milionario. I Lupin brianzoli sono stati arrestati, continuano invece le ricerche dei quadri: uno attribuito a Rubens e l'altro a Renoir.

Ieri all'alba sono scattate le manette per cinque persone, un croato e quattro italiani. Le indagini sono dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza, comandati dal maggiore Francesco Provenza e coordinati dal pm di Monza Salvatore Bellomo. I provvedimenti sono stati emessi dal gip Silvia Pansini. Il furto risale all'aprile dello scorso anno. Il gruppo criminale ha organizzato una falsa vendita, vittime due commercianti d'arte. Il primo, che ha sporto denuncia facendo partire le ricerche, con gallerie a Cagliari e a Londra, il secondo un piemontese 65enne. La trattativa durata alcune settimane doveva chiudersi in un ufficio nel centro di Monza, preso appositamente in affitto dai finti acquirenti. Il locale si trova al primo piano di un palazzo di via Quintino Sella e al piano superiore ha sede il Consolato onorario d'Albania. Questo dettaglio doveva rassicurare i venditori sulle possibilità economiche di N.J., 44enne croato residente a Trezzano sul Naviglio che per l'occasione ha interpretato la parte di un facoltoso esponente della comunità ebraica milanese e di diplomatico con passaporto israeliano. Il prezzo pattuito per la Sacra famiglia e Le fanciulle sul prato era di 26 milioni di euro. Ma mentre veniva formalizzato il contratto, il croato è riuscito a caricare i quadri in auto e a volatilizzarsi.

I carabinieri sono arrivati ai ladri grazie ai video di sorveglianza. Hanno arrestato per furto aggravato, oltre al croato, due fratelli monzesi di 52 e 59 anni: hanno messo a disposizione l'ufficio del raggiro. E padre e figlio di 62 e 33 anni, di Vigevano e di Seregno, che hanno dato l'aiuto logistico e i telefoni cellulari. Tre indagati sono finiti nel carcere di Monza, gli altri due ai domiciliari. Infine sono stati denunciati a piede libero un 60enne bresciano e un 80enne milanese, che avrebbero avuto un ruolo secondario nella mediazione. Quando le opere trafugate verranno rintracciate, gli esperti dell'Arma dovranno verificarne l'autenticità. Al Nucleo tutela del patrimonio sono arrivati i complimenti del ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli: «I carabinieri dell'arte confermano la straordinaria professionalità che li ha resi un'eccellenza del Paese al servizio della comunità internazionale. L'efficacia nell'azione di contrasto ai reati contro il patrimonio culturale e al traffico illecito di beni culturali, testimoniata dagli ottimi risultati del 2017 con la sensibile diminuzione di furti e l'incremento dell'attività operativa, trovano una perfetta sintesi in questa azione».

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