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14 Giugno Giu 2018 14 giugno 2018

Di norma in questa rubrica guardiamo avanti, alle serie in arrivo. Questa settimana no, guardiamo indietro di un ventennio. Siamo infatti a vent'anni quasi esatti dalla prima messa in onda di Sex & the City. Sei stagioni, novantaquattro episodi, 7 emmy, 8 golden globes (con 24 nomination), 10,6 milioni di persone a guardare l'ultimo episodio negli Usa, lo show messo in onda in più di 200 Paesi in tutto il mondo...

E potremmo snocciolarne altri di dati ma alla fine non bastano i numeri per spiegare quanto Sex & the City abbia cambiato il nostro modo di vivere e intendere la tv. Partiamo dal costume. La serie ha sdoganato più cose sulla sessualità al femminile (sex toy compresi) di tutti i sessuologi del mondo. Un certo tipo di giornalismo che i cronisti d'antan avrebbero chiamato cipria dopo l'arrivo sullo schermo di Carrie Bradshaw è diventato semplicemente giornalismo alla Carrie Bradshaw. E ancora adesso a vent'anni di distanza ci sono giornaliste che se devono immaginarsi di essere qualcuno si immaginano di essere Carrie (con buona pace di Oriana Fallaci). Questo senza contare che ogni oggetto che passava nella serie, dal computer di Carrie alle scarpe di Samantha, diventava di culto. Quanto alle sceneggiature delle serie Sex & the City ha reso chiaro che si poteva osare, che si poteva prendere la contemporaneità delle donne e sbatterla sullo schermo. Il pubblico sarebbe semplicemente impazzito. Uno schema che tutti hanno copiato, anche troppo. E allora val la pena e fermarsi e far gli auguri all'originale. Grazie Sex & the City per tutti i colpi di scena (un po' meno per tutte quelle scarpe).

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