La famiglia Renzi trema: ex socio finisce in manette

La famiglia Renzi trema: ex socio finisce in manette
14 Giugno Giu 2018 14 giugno 2018

Il compagno di affari di babbo Tiziano e di mamma Laura ai domiciliari per frode fiscale

Si sa, frega oggi, frega domani, alla fine finisce che ti fregano. E così, alla fine, è stato arrestato a Firenze (ai domiciliari) Luigi Dagostino, grigio immobiliarista pugliese ma toscano di adozione, mente dei piani di costruzione e sviluppo degli outlet del lusso dalla Puglia alla Liguria dove ha messo le mani Tiziano Renzi, il babbo dell'ex presidente del Consiglio. È stato il deus ex machina della realizzazione dei centri commerciali The Mall del marchio Gucci: in primis quello del Leccio a Reggello, tra Firenze e Arezzo, a cui è seguito quello di Sanremo (di prossima inaugurazione), mentre non sono ancora partiti i lavori per la costruzione dell'outlet a Fasano (Brindisi). Il nome di Dagostino salta fuori all'improvviso, quando si apre l'inchiesta sulla «Eventi 6» di Tiziano Renzi. Il barlettano è stato infatti socio del vecchio Renzi e della moglie Laura Bovoli nella società Party Srl, chiusa dopo due anni a causa dissero loro «di una campagna di stampa avversa». Avvera sì, ma a quanto pare profetica. Con Dagostino ha lavorato anche l'imprenditore molto amico della famiglia Renzi Andrea Bacci, che con la sua impresa di costruzioni ha costruito The Mall e con il quale opzionò l'acquisto da Cassa depositi e prestiti del vecchio Teatro Comunale per farci appartamenti di lusso e acquistò anche lo storico caffè di piazza Signoria Rivoire che poi provò a rivendere. Dagostino è pure colui che ha legato Tiziano Renzi a Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria. Tutto torna, adesso.
«Più volte abbiamo denunciato una fitta rete di società che suscitano dubbi sulla trasparenza e legittimità di operazioni - tuona il parlamentare di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli - come gli outlet in tutta Italia, il teatro comunale il Rivoire e i passaggi di denaro provenienti da paradisi fiscali. Dagostino ha fatto affari con Tiziano Renzi ed è tutt'ora liquidatore della Party, società alla quale hanno partecipato anche la Nikila di Ilaria Niccolai e di cui Laura Bovoli è stata amministratore unico».
L'arresto non è legato all'inchiesta sui coniugi Renzi, indagati nell'ambito di un altro losco giro di emissione di fatture false da parte di società a loro riconducibili. L'arresto di Dagostino è avvenuto nell'ambito di una complessa inchiesta che vede indagati altri due imprenditori, amministratori delle società dello stesso Dagostino, che emettevano fatture per operazioni inesistenti al fine di evadere l'Iva e le imposte sui redditi. Insomma, una brava persona.
Spulciando le visure delle tante società che Tiziano Renzi e il compagno in affari Dagostino hanno aperto e chiuso negli anni, il nome dell'imprenditore di Barletta col pallino dei soldi, lambisce pure lo scandalo dei Panama Papers. Anomali passaggi di denaro provenienti dai paradisi fiscali Cipro e Panama e finiti nei conti di tre società legate a Tiziano Renzi e soci. Oggi si scoprono altri pentoloni e ora che il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo ha deciso finalmente di aprire i suoi cassetti, la famiglia Renzi trema.

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