Moser spunta ancora sul Ghisallo con la bici del record dell'ora

Moser spunta ancora sul Ghisallo con la bici del record dell'ora
14 Giugno Giu 2018 14 giugno 2018

Sabato torna in mostra al museo del ciclismo la due ruote con cui l'atleta trentino stabilì il primato a Città del Messico

Qualcuno le ha chiesto parlandole sottovoce, in un orecchio, se è contenta di tornare a casa. Lei ha sorriso e scodinzolato. Che per una bicicletta significa: fare girare vorticosamente la ruota posteriore. Senza freni. E per lei, che è la bicicletta del record dell'ora stabilito dal suo Moserissimo nel 1984, a Città del Messico, 51,151 km/h, significa fare vedere le stelline, mentre gira, poiché indossa orgogliosa due ruote lenticolari che 30 anni fa erano fantascienza e oggi sembrano ancora futuro, tanto sono avanti...

Quella fu la prima bicicletta con le ruote lenticolari, inventate da Paolo Sorbini e dalla sua Equipe Enervit (con i professori Arcelli, Dal Monte, Sassi), uno staff incredibile che confezionò su misura per Moser con Moser un record dell'ora indimenticabile e imbattibile. Da lì la storia contro l'ora non ha avuto più tempo. Perché l'ha fermato. È finita così e per tutti è un vanto, la vera storia del record dell'ora (che superò quello stabilito sempre a Città del Messico da Eddy Merckx nel 1972: 49,431 km/h) che nessuno potrà più battere a quelle condizioni, per assurde decisioni politico-tecniche che hanno snaturato un albo d'oro e un pezzo di storia del ciclismo. Quel pezzo di storia, tuttavia, è vivo ed emoziona ancora perché ha due ruote lenticolari, geometrie particolari, un manubrio particolare, sella e pedivelle particolari... insomma: è la bici Moserissima.

E torna a casa sabato al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, perché la famiglia Sorbini (i signori Enervit) ha deciso di prestare al museo di Magreglio il cimelio più importante della storia di un'azienda guarda caso comasca (la produzione è lì vicino, a Zelbio, Pian del Tivano) che ha contribuito all'epopea dello sport nazionale e lo ha fatto anche con quella bicicletta.

Quando Fiorenzo Magni inaugurò il museo, 11 anni fa, Alberto e Pino Sorbini presidente e ad di Enervit figli di professor Enervit, Paolo Sorbini (genio della nutrizione per lo sport e funzionale) - decisero di prestare al museo la bici del record che gli era stata regalata da Moser. Detto fatto. La Moserissima dopo aver girato il mondo (è stata anche a Londra esposta al Design museum di Londra) e dopo aver fatto la regina di tanti festeggiamenti per i 30 anni dal record, adesso torna a essere esposta nel cuore del museo del ciclismo di Magni. Torna a casa. La casa dei ciclisti e delle biciclette che hanno fatto la storia di uno sport di una nazione e di un movimento, capace di ricordare, conservare, custodire ricordi e valori. Come quella bici che scodinzola. Come quelle maglie rosa la collezione più grande del mondo che fanno da sentinelle al Ghisallo. Con la benedizione della Madonnina nel Santuario lì accanto, pronta a festeggiare i suoi 70 anni di vita e di preghiere (accadrà ad ottobre 2019). La casa dei ciclisti è sempre da record, come le sue biciclette. E te ne accorgi con una visita. Da fare in bici, scalando il Passo Ghisallo. E poi tutti a festeggiare!

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