Russia 2018, è il gatto Achille il nuovo oracolo dei Mondiali

Russia 2018, è il gatto Achille il nuovo oracolo dei Mondiali
14 Giugno Giu 2018 14 giugno 2018

Otto anni dopo il polpo Paul, il ruolo di indovino ufficiale della Coppa del Mondo va ad Achille, uno dei gatti cacciatori di topi al Museo Hermitage di San Pietroburgo che ha già effettuato il primo pronostico: Russia batte Arabia Saudita

Non ha i tentacoli del polpo Paul, ma ha le zampe. In compenso è bianco, sordo e fa il cacciatore di topi al museo Hermitage di San Pietroburgo. È l'identikit dell'oracolo ufficiale dei Mondiali di calcio in Russia. L'avete capito tutti, si tratta del gatto Achille, la nuova mascotte-oracolo dei Mondiali di Russia 2018. Il felino bianco, che nella vita di tutti i giorni è uno dei cacciatori di topi del museo Hermitage di San Pietroburgo, per la Coppa del Mondo avrà un arduo compito: pronosticare i risultati delle partite, scegliendo i croccantini tra due diverse ciotole, decorate con le bandierine delle nazionali che si sfideranno in uno degli 11 stadi del Mondiale.

L'esordio di Achille nei panni del divino Otelma è avvenuto il giorno prima dell'inizio ufficiale della manifestazione. Il gatto, che ha la particolarità di essere sordo ed è stato scelto proprio per questo al fine di non essere condizionato nei suoi vaticinii da rumori esterni, ha fatto il suo personalissimo pronostico sul risultato del match di esordio del Mondiale tra Russia e Arabia Saudita. Dopo qualche attimo di esitazione davanti alle telecamere, il gatto ha sgranocchiato il cibo della ciotola russa, pronosticando così il successo dei padroni di casa contro gli arabi. Chissà se riuscirà a fare meglio del suo predecessore, il celebre polpo Paul.

In effetti, non è la prima volta che un animale assolve un incarico del genere. Nel mondiale del Sudafrica nel 2010 il polpo Paul con i suoi tentacoli diventò famoso perché azzeccò le previsioni di tutte le partite della Germania. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2010, molti appassionati di calcio ne piansero il decesso, mentre quattro anni fa in Brasile l'armadillo Norman non ebbe la stessa fortuna.

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