Stadio, Di Maio chiede le dimissioni di Lanzalone, ma a volerlo a Roma fu Grillo

Stadio, Di Maio chiede le dimissioni di Lanzalone, ma a volerlo a Roma fu Grillo
14 Giugno Giu 2018 14 giugno 2018

Il vice premier Luigi Di Maio chiede le dimissioni del presidente di Acea, Luca Lanzalone, il consulente del M5S da ieri agli arresti domiciliari per il coinvolgimento nell'inchiesta per corruzione sul progetto del nuovo stadio della Roma

Consulente del Campidoglio e contemporaneamente della società di Luca Parnasi, Eurnova. Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore di Roma, Paolo Ielo, a fronte della promessa di incarichi quantificabili in centinaia di migliaia di euro da parte delle società del costruttore romano, il presidente di Acea, Luca Lanzalone, sarebbe stato il “Mr. Wolf” di un affare, quello del nuovo stadio della Roma, da un miliardo di euro.

E ora il leader grillino Luigi Di Maio chiede le dimissioni dell’ex consigliere del M5S, coinvolto nel sistema di corruzione che ha portato all’arresto di nove persone. "Luca Lanzalone è ancora presidente di Acea e deve dimettersi”, ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro. “Mi aspetto che faccia questo gesto nelle prossime ore". Più che un invito, un vero e proprio ultimatum. "Non c'è presunzione di innocenza per reati così importanti”, ha tuonato Di Maio.

La vicenda, che vede coinvolti anche esponenti di Pd e Forza Italia, imbarazza non poco i vertici del Movimento. Sì, perché dalle intercettazioni di Parnasi è emerso chiaro e tondo che a volere a Roma Lanzalone per gestire “il problema” del nuovo stadio del club giallorosso, è stato lo stesso Beppe Grillo. “Luca Lanzalone ci aveva aiutato a salvare l'azienda dei rifiuti di Livorno, nel 2015, poi era stato brillante nella gestione dello sblocco della situazione dello stadio, noi volevamo meno cubature, e ci siamo riusciti, il problema è che quando abbiamo deciso di premiare il merito per una persona amministrativamente preparata che si era dimostrata anche molto attenta alle procedure abbiamo deciso di affidargli la più grande presidenza della più grande presidenza della partecipata che c'è a Roma,tra l'altro in attivo”, ha ammesso lo stesso Luigi Di Maio.

“Quello che è successo in questi giorni non solo mi addolora,ma dimostra che non possiamo contare soltanto sulle persone", ha concluso il vicepremier e leader pentastellato. Intanto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha ricevuto in Campidoglio il presidente della municipalizzata, Stefano Donnarumma. Sulla stessa linea di Di Maio, anche la Raggi avrebbe caldeggiato le dimissioni del presidente di Acea, al centro dello scandalo. Ma ulteriori grattacapi sono in arrivo anche per la prima cittadina. L’ordinanza di custodia cautelare redatta dal gip, relativamente al ruolo assunto da Luca Lanzalone, ha evidenziato, infatti, come “le figure istituzionali interessate, a cominciare dal sindaco Raggi, non solo hanno tollerato tale funzione di fatto esercitata, ma al contrario le hanno dato piena legittimazione".

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