Tesla: scovato un sabotatore interno

Tesla: scovato un sabotatore interno
21 Giugno Giu 2018 21 giugno 2018

Dopo le voci dei giorni passati, è stato scoperto il sabotatore ex dipendente che ha danneggiato Tesla. Intanto nuove indiscrezioni su una Gigafactory in Germania

Un sabotatore all’interno di Tesla: sarebbe lui il responsabile dei problemi subiti dalla ditta americana negli ultimi mesi e colpevole dei ritardi nella produzione della Model 3.

Secondo quanto dichiarato direttamente da Tesla, un ex tecnico di processo presso la Gigafactory in Nevada chiamato Martin Tripp “ha illegalmente infranto le informazioni riservate e segrete della compagnia e le ha trasferite a terzi": il motivo scatenante sembrerebbe una negata promozione.

Per vendicarsi, l’ex dipendente avrebbe rilasciato una mole consistente di gigabyte di dati a terze parti, attualmente non meglio specificate. Non solo: non pago avrebbe anche hackerato il Tesla Manufacturing Operating System per rallentare la produzione delle vetture, a detta di Elon Musk.

La produzione della Model 3, modello “di massa” per Tesla e secondo le intenzioni del suo creatore, ha subito nell’immissione sul mercato di un forte ritardo in quella che era l’obiettivo di produzione pari a 5.000 unità settimanali: inizialmente si attestava infatti a sole 250 unità, per poi passare a 2.500.

Musk in una lettera mandata qualche giorno fa a seguito dei fondati sospetti, avrebbe invitato i dipendenti a non cedere a corruzione o azioni malevole, secondo lui additabili a una concorrenza “di poteri forti” che vorrebbe scommettere sul fallimento dell’azienda.

Intanto su Twitter interrogato su una possibile Gigafactory in Europa, il fondatore dell’azienda non ha negato una probabile localizzazione in Germania: attualmente in Olanda esiste già una sede europea di Tesla dove vengono però soltanto assemblate le vetture destinate all’Europa.

L’apertura della prima Gigafactory porterebbe alla realizzazione di tutta la componentistica e delle batterie, con ampie ricadute sulle economie locali e sulla capacità produttiva di Tesla; la sede fiscale probabilmente rimarrebbe invece in Benelux per motivi fiscali.

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