A caccia di nazisti in Colombia con un agente di Sua Maestà

A caccia di nazisti in Colombia con un agente di Sua Maestà
3 Luglio Lug 2018 18 giorni fa

In "Tierradentro" di Massobrio lo 007 Davies si ritrova tra foreste, segreti della Cia, sobillatori del popolo e SS

Giulio Massobrio è tra i più potenti narratori italiani contemporanei: i suoi due primi romanzi, ambientati in una Alessandria inaspettata tra insoliti intrighi e omicidi, lo hanno subito imposto come un autore su cui puntare. Soprattutto l'esordio con Occhi chiusi ci ha mostrato non il solito giallista, ma uno scrittore capace come pochi di ritrarre il volto della provincia più nascosta, più invisibile, dove in apparenza non accade mai nulla. Tierradentro, in libreria da oggi per Bompiani, è l'ultimo volume di una trilogia - iniziata con Rex e Autobus Bianchi - con protagonista Martin Davies, agente segreto di madre italiana e padre inglese, al servizio di Sua Maestà britannica. Un romanzo che si può leggere anche avendo mancato i primi due e che invoglia alla loro (ri)lettura.

Siamo nel 1948, tre anni dopo la fine della guerra. Davies è ritornato a fare il professore universitario, ma il passato sembra inseguirlo. Le voci di un complotto nazista che arrivano dall'America Latina preoccupano il servizio segreto britannico, ma questa volta Martin è riluttante ad accettare una nuova missione. Non ha più voglia di ritrovarsi ancora una volta nel mezzo di una missione, ma le pressioni dei servizi britannici non sono le sole. Ai timori suscitati dalle voci di un complotto neonazista si aggiunge la richiesta accorata di sua sorella Chris che teme per la scomparsa del suo fidanzato, il professor Theodor Kant, celebre archeologo, scomparso nella foresta amazzonica della Colombia. Ed è in Colombia che Martin Davies si trova ad affrontare nemici insidiosi e molto pericolosi. Tra la maestosa grandiosità delle Ande sulle quali antiche tombe precolombiane attirano Martin e la realtà dura e coinvolgente di un paese sull'orlo di una catastrofe non solo politica. Nella vicenda entrano personaggi storici che incrociano la ricerca di Martin Davies: Fidel Castro, allora giovane agitatore politico, Gabriel García Márquez, il generale Marshall, segretario di stato degli Usa, e l'avvocato Gaitán, leader del movimento populista, il cui assassinio causò le violenze dell'aprile 1948, il cosiddetto «Bogotazo», che mise a ferro e fuoco Bogotà. Quello di Massobrio è un romanzo che si ricollega alla presenza di nazisti fuggiti dopo la fine della Guerra dalla Germania e dai Paesi alleati per trovare aiuto in Sud e Nord America. Un romanzo che al piacere della lettura - attraverso una trama ottimamente congegnata e una scrittura sempre da unico artista del giallo italiano - si coniuga alle ricerche storiche. E qui passiamo dalla finzione alla realtà di notizie giunte qualche anno fa su tutti i mezzi di informazione. Nell'ambito di una desecretazione di numerosi documenti della Cia sono emersi un file e una foto che ipotizzerebbero che Adolf Hitler non si sarebbe suicidato nel proprio bunker a Berlino il 30 aprile del 1945 ma sarebbe fuggito in Colombia, dove avrebbe assunto il nome di Adolf Schrittelmayor. A ottenere la notizia un agente della Cia nel 1954, grazie ad un informatore dei servizi segreti americani. Nel documento datato 3 ottobre 1955 si afferma che un agente segreto dal nome in codice Cimelody-3 fa riferimento ad alcune informazioni ottenute da una sua fonte tramite un suo amico personale ed ex membro delle SS chiamato Phillip Citroen. Quest'ultimo nel 1954 avrebbe incontrato in Colombia, in un luogo chiamato Residencias Coloniales nella città di Tunja, Adolf Hitler. Una notizia che ha lasciato molto perplessi, ma che, nel gergo dei servizi segreti, significa l'ammissione di aver coperto criminali nazisti in fuga. Una presenza ormai certa, in un'operazione tra Italia, Vaticano e Cia che come ha documentato anche il Premio Pulitzer Eric Lichtblau nel recente saggio I nazisti della porta accanto (Bollati Boringhieri) - attraverso una «linea grigia» ha favorito non solo la fuga, ma anche l'inserimento nella società di molte SS sia in America del Sud (soprattutto Brasile, Paraguay ed Argentina) ma anche negli Stati Uniti.

Giulio Massobrio è partito dalla Colombia - meno nota come buen retiro delle SS- per immergerci in un romanzo corale, ambientato nel 1948 e ricco di suggestioni: la Colombia del popolo sfruttato, i collegamenti tra politica e servizi segreti americani, inglesi e governo colombiano nel dare rifugio a criminali nazisti negli anni '50, avventure tra «templi maledetti», ma soprattutto una «tierradentro» lontana dai soliti stereotipi, dettati negli ultimi anni dalla cronaca, dai serial televisivi e dai film. Sarebbe più istruttivo se traessero da questo romanzo un film o una serie alla ricerca di una verità che adombra anche la Colombia di una svastica all'orizzonte.

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