Fuggi fuggi dal cda di Carige

Fuggi fuggi dal cda di Carige
7 Luglio Lug 2018 07 luglio 2018

Lascia un altro consigliere. Occhi puntati su Mincione

Continua il fuggi fuggi dal cda di Carige. L'avvocato Francesca Balzani ieri ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione indipendente. Il mancato riconoscimento del ruolo del consiglio, sfociato in un costante «appiattimento» sulle scelte dell'amministratore delegato, Paolo Fiorentino, sarebbe la motivazione alla base dell'uscita ufficialmente spiegata dalla banca con «divergenze insorte in merito alla governance». Nei giorni scorsi avevano fatto un passo indietro il presidente Giuseppe Tesauro e il consigliere Stefano Lunardi. Il cda del 10 luglio deciderà i provvedimenti da intraprendere. Quanto all'assemblea, verosimilmente l'appuntamento si terrà a settembre. Fino ad allora, la presidenza ad interim sarà ricoperta da Vittorio Malacalza, vicepresidente e primo azionista del gruppo. Resta da capire come si muoverà Raffaele Mincione, socio con il 5,6% e neo sponsor dell'ad Fiorentino, che potrebbe chiedere un'integrazione all'ordine del giorno dell'assemblea per un rinnovo completo del board.

Nel frattempo, sull'ex presidente della «vecchia» Carige, Giovanni Berneschi - padre padrone della banca prima dell'era Malacalza - cade una tegola più pesante del previsto: i giudici della corte di appello di Genova lo hanno, infatti, condannato a otto anni e sette mesi, cinque mesi in più rispetto al primo grado nel processo per la maxi truffa al ramo assicurativo della banca che vedeva imputate otto persone. Ad architettarla, secondo l'accusa, erano stati Berneschi e Ferdinando Menconi, ex ad delle assicurazioni di Carige. «Sto pagando per la mia posizione contro Bankitalia nel 2013», ha sostenuto Berneschi subito dopo la lettura del dispositivo. Per lui i giudici hanno anche stabilito la confisca di circa 21 milioni. Gli è stata, inoltre, riconosciuta l'aggravante della trasnazionalità del reato, che ha fatto aumentare così le pene. Secondo le accuse mosse dalla Gdf, Berneschi e Menconi avrebbero fatto acquistare al ramo assicurativo della banca immobili e quote societarie da imprenditori compiacenti a prezzi gonfiati, tramite perizie artefatte, per reinvestire le plusvalenze all'estero. Berneschi farà ricorso in Cassazione.

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