Ora la guerra dei dazi tocca ketchup e cerotti

Ora la guerra dei dazi tocca ketchup e cerotti
7 Luglio Lug 2018 14 giorni fa

L'Europa studia la stretta su beni Usa di largo consumo. E sale lo scontro Pechino-Washington

La guerra dei dazi, partita dall'acciaio e dall'alluminio per passare poi all'automotive, rischia ora di espandersi fino al carrello della spesa quotidiano, con il ketchup possibile prossima vittima, sacrificata sugli altari del «neo protezionismo» avviato da Donald Trump e delle contromosse di Cina e Europa.

Bruxelles, secondo indiscrezioni, sarebbe pronta ad alzare il tiro, rispondendo ai dazi chiesti dalla Casa Bianca sull'auto e sull'auto con una nuova lista di prodotti a stelle e strisce da tassare. Una lista che oltre al condimento immancabile su hot dog e patatine fritte, comprende mirtilli e frutta secca, cerotti e pesce surgelato. Prodotti d'uso quotidiano che tuttavia potrebbero presentare un conto salato agli americani: 18 miliardi di euro. Tanto per iniziare. Ad essere colpiti potrebbero essere brand iconici come il ketchup a stelle e strisce di Kraft Heinz (che comunque produce anche oltre i confini degli Stati Uniti), le valigie della Samsonite (che, nel 2016, ha acquisito anche il brand Usa Tumi) e i cerotti Band Aid della Johnson & Jonhson o i Nexcare di 3M. Non solo. L'Europa importa pesce da società come Acquafin Trade, Weiye Trading e ViceRoy Trading & Investments, poi proposto sugli scaffali dei supermercati o alla ristorazione.

«I nuovi dazi andrebbero a sommarsi al giro di incrementi che ha già penalizzato brand americani come le moto Harley Davidson, i jeans Levi's, il succo d'arancia Tropicana o di mirtillo Ocean Spray, il whisky di Jack Daniel e di J&B, oltre numerosi articoli cosmetici firmati Maybelline, Estèe Lauder, JoMalone e Clinique» ricorda Caudio Dordi, docente di diritto in materia di commercio internazionale presso l'Università Bocconi di Milano, secondo cui comunque «almeno per ora, le società coinvolte stanno cercando di assorbire gli aumenti tariffari per non riversarli sul consumatore finale e perdere così quota di mercato».

Il timore è che, un'eventuale ulteriore risposta di The Donald nella battaglia del commercio mondiale, possa quanto prima penalizzare anche il comparto alimentare italiano che, negli Usa, genera maggiori volumi del ketchup Kraft Heinz importato in Italia dagli States.

Ieri intanto è entrata nel vivo la guerra dei dazi Usa-Cina. Gli Usa hanno alzato le tariffe doganali del 25% su 818 prodotti tecnologici cinesi, compresi componenti auto, dell'aerospazio e strumentazioni mediche. La stretta ha un valore totale stimato di 34 miliardi. E Pechino, dopo aver sporto protesta formale all'Organizzazione Mondiale del Commercio contro gli Stati Uniti per la seconda volta in pochi mesi, ha risposto con un'analoga ritorsione per 34 miliardi di dollari. L'aumento delle tariffe doganali riguarda 545 prodotti americani: dai Suv alla soia, dal pesce a petrolio. E non è finita qui. Con un cinguettio, Trump ha minacciato rialzi del 10% su importazioni da Pechino per altri 400 miliardi di dollari.

In direzione opposta ieri Bruxelles ha annunciato un accordo di partnership con il Giappone che porterà alla rimozione del 99% dei dazi attualmente applicati alle esportazioni europee, pari a un miliardo di euro. L'accordo dovrebbe favorire le esportazioni agricole dell'Ue, con l'abolizione graduale dei dazi su prodotti come formaggi e vini.

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