Banche, Patuelli (Abi): "No a nazionalismo, c'è rischio Argentina"

Banche, Patuelli (Abi): No a nazionalismo, c'è rischio Argentina
10 Luglio Lug 2018 10 luglio 2018

Il mondo della banche mette in guardia il governo e suggerisce di operare sul fronte del calo del debito per poi ridurre la pressione fiscale

Il mondo della banche mette in guardia il governo e suggerisce di operare sul fronte del calo del debito per poi ridurre la pressione fiscale. Il rischio, secondo il presidente dell'Abi, Patuelli, è quello di far la fine di Paesi sudamericani come l'Argentina. Nel suo intervento all'Assemblea Annuale a Roma, Patuelli è molto chiaro: "La scelta strategica deve essere di partecipare maggiormente all’Unione Europea impegnando di più l’Italia nelle responsabilità comuni, anche con un portafoglio economico nella prossima Commissione Europea. Altrimenti l’economia italiana potrebbe finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani".

Patuelli ha inoltre ricordato come "in questa primavera, in Argentina, il tasso di sconto ha perfino raggiunto il 40%. Con la Lira italiana, negli anni Ottanta, il tasso di sconto fu anche del 19%". Poi lo stesso Patuelli ha parlato di eventuali scossoni all'economia drivati da un impennata dello spread: "Ogni aumento del differenziale impatta su Stato, banche, imprese e famiglie, rallentando la ripresa. Le banche in Italia stanno facendo grandi sforzi e progressi per la ripresa, hanno fortemente rafforzato le loro solidità patrimoniali. I crediti deteriorati netti sono 135 miliardi rispetto ai 200 di giugno 2015. Proseguiamo in questi sforzi". Infine Patuelli ha sottolineato il ruolo delle banche per salvaguardare la centralità delle persone e delle imprese: "Le attività bancarie sono orientate alla tutela degli interessi legittimi e al bene comune per il progresso, con il coraggio di dire la verità e fare proposte giuste anche quando sono impopolari".

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