Per il «sorpasso» ci vuole fiducia

10 Luglio Lug 2018 10 luglio 2018

Sorpasso. Quello delle gestioni sui bond. Lo si evince dall'indagine realizzata da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi. E se gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, il sorpasso indica un cambio nella loro modo di far fruttare il salvadanaio. Indubbiamente, ha inciso la forte contrazione degli interessi e l'assoluta inutilità di tenere gli «euri» sul conto corrente. Ecco allora l'accelerazione verso altre forme di investimento visto lo scarso appeal delle obbligazioni in territorio di calma piatta. Se non verrà a mutare in modo sostanziale il quadro complessivo, acquisirà sempre maggiore importanza la figura del consulente finanziario. Chiamato ad un definitivo salto di qualità.

Il risparmiatore/cliente che gli affida la gestione dei propri risparmi necessita di entrare in relazione con un professionista che comunichi competenza e trasmetta fiducia. È un patto fiduciario quello che può fare la differenza vista la portata della posta in gioco. Il senso è questo: affido a te la gestione dei miei risparmi perché ritengo che tu riesca ad amministrarli meglio di quanto possa fare io da solo. Si tratta di un passaggio culturale molto forte. Sarebbe imperdonabile qualsiasi forma di leggerezza da parte del consulente finanziario.

L'opportunità, per società di gestione del risparmi e professionisti, è grande: dimostrare che il sorpasso si fonda su solide radici. Insomma, competitivi per davvero. Il che vuol anche dire avere una visione molto ampia in grado di proporre investimenti alternativi a quelli tradizionali, come oro, diamanti ed arte. Da ricordare il FIFA Forum Investimenti Fisici Alternativi promosso dal professor Fabrizio Crespi. Seguono lo stesso percorso le banche con i propri art advisor. La parola d'ordine è una sola: cum grano salis. Questo è il patto fiduciario. Guai a tradirlo!

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