Macron fa il Paperone: maxi piscina e servizi da tavola da 500mila euro

Macron fa il Paperone: maxi piscina e servizi da tavola da 500mila euro
11 Luglio Lug 2018 11 luglio 2018

Il presidente della Francia criticato per le "spese pazze" crolla nei sondaggi in patria

Cinquecentomila euro per i servizi da tavola dell’Eliseo, una piscina da 34mila euro fatta costruire appositamente nella sua residenza estiva e l’aereo presidenziale usato per un viaggio di appena 110 chilometri. Sono questi tre esempi dell’animo da Peperon de’ Paperoni di Emmanuel Macron, che in Francia è al centro di una polemica per le "spese pazze" sostenute, che gli sono costate non poco in termini di indici di popolarità.

La rivista francese Le Nouvel Observateur, come osserva Europa Today, lo aveva ironicamente preso in giro – "Il Re Sole è tornato nella reggia" – in seguito all’evento che il presidente francese aveva fatto organizzare a Versailles per tirare le somme del suo primo anno a capo della Repubblica, davanti alle camere del Parlamento riunite, per un totale di 900 invitati. Una mega-festa, seppur istituzionale, costala la bellezza di 286mila euro. Spesa, insomma, che si sarebbe potuta evitare. O comunque contenere.

Macron spende e spande

Ma quelle che non sono andate giù a tanti francesi sono altre uscite di danaro. In primis, la piscina (dieci metri per quatto) che Macron si è fatto costruito nella residenza estiva del presidente, al Fort de Brégançon, al costo di 34mila euro. Inoltre, il settimanale transalpino Le Canard Enchainé scrive che il leader francese ha speso circa mezzo milione di euro per articoli da tavola firmatissimi per l’Eliseo. Infine, 26 mila euro per il trucco nei primi tre mesi del suo mandato presidenziale.

E tutto questo ha un costo anche politico: l’indice di gradimento di Macron è precipitato. Infatti, addirittura l’84% dei cittadini lo considera arrogante, mentre il 75% lo vede lontano dal popolo e il 74% come l’uomo di ricchi. In conclusione, il 34% degli intervistati (dal sondaggio condotto da Odoxa-Dentsu Consulting) lo vede poco efficace e appena il 29% considera giusto il suo operato.

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